Cosa prevede l'articolo 2 del ddl Boschi

Il contestato art. 2 riguarda l'eleggibilità dei senatori ed è stato già approvato da Camera e Senato. Solo Grasso può decidere se è o no emendabile

Il ddl Boschi sulle riforme costituzionali continua il suo iter parlamentare e dopo una battaglia durata mesi, la minoranza Pd è riuscita a riaprire il dibattito interno sul contestatissimo articolo 2 del disegno di legge.

Nella versione del ddl approvato alla Camera, il testo recita: "La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti". In prima lettura al Senato era invece passata la versione: "La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti". Una preposizione che cambia il senso della frase: nel primo caso si dà per scontato che i senatori siano eletti dai Consigli regionali, mentre il secondo caso resta la possibilità dell'elezione diretta da parte dei cittadini.

Ora, dopo un lungo tira e molla, anche la maggioranza si è convinta a cambiare la norma e a consentire che i senatori siano eletti "in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge". Questo significa che quando si andrà a votare per le Regionali si sceglieranno automaticamente anche i senatori.

Ma c'è un problema di costituzionalità che l'accordo nel Pd non risolve. L'articolo 2 è stato infatti già approvato sia dal Senato che dalla Camera. Il regolamento del Senato prevede che "se un disegno di legge approvato dal Senato è emendato dalla Camera dei deputati, il Senato discute e delibera soltanto sulle modificazioni apportate dalla Camera, salva la votazione finale" e che "nuovi emendamenti possono essere presi in considerazione solo se si trovino in diretta correlazione con gli emendamenti introdotti dalla Camera dei deputati". È quindi possibile riaprire la discussione sull'articolo senza dover ricominciare tutto daccapo? La decisione finale spetta al presidente del Senato, Pietro Grasso, che potrà però esprimersi solo quando l'Aula dovrà discutere e votare gli emendamenti a riguardo.