Cosa resta del Salone del mobile?

Cosa resta dopo la grande abbuffata di mobili, eventi, mostre, feste e ricevimenti, dopo la sei giorni del Salone del Mobile che ha trasformato la nostra città? Senz'altro molto, sul piano commerciale e dell'immagine in generale, ma soprattutto va evidenziato come la città sia stata coinvolta totalmente nell'avvenimento. Mai, si è verificata una partecipazione collettiva così imponente e capillare da parte di giovani, imprenditori, artisti, professionisti di tanti e tanti campi, neppure durante la settimana della moda e il suo appeal internazionale. E la risposta del visitatore straniero è stata importante, ricca, come quasi non ci si aspettava. Si è riaffermato un primato di Milano, quale centro mondiale del design e dell'arredo, ma questa volta un primato che si è dilatato ogni altra misura. Restano però pecche di non poco conto. Il trasporto metropolitano della linea uno andava moltiplicato nelle numero di corse durante le ore più opportune; secondo, l'allarme di sciopero dell'Atm è stata un tentativo di sfascio della città; terzo, la viabilità stradale attorno alla grande Fiera, dopo anni, è ancora in uno stato penoso, faticoso, disorientante e con ripercussioni anche sulla rete autostradale. Incredibile.