Cosa Rossa: senza Pd, Bertinotti leader

I leader della Sinistra Arcobaleno riuniti con il segretario del Pd per provare ad "allargare" l'allenza. Niente di fatto. Diliberto: "Correremo con una nostra lista, niente accordi con Veltroni. Sarà sfida tra noi". Mussi: "Avevano già deciso" 

Roma - Fallite le prove tecniche di desistenza. Il Partito democratico e la Cosa Rossa correranno da sole. Ha avuto inizio alle 10.10 l’incontro al vertice tra il Pd e la Sinistra arcobaleno. All’ordine del giorno la richiesta di un confronto programmatico, avanzata con una lettera inviata nei giorni scorsi da Franco Giordano (Prc), Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), Oliviero Diliberto (Pdci) e Fabio Mussi (Sd). Con i quattro leader della Cosa Rossa sono riuniti nella sede del Pd il segretario e il vicesegretario Walter Veltroni e Dario Franceschini.

Niente da fare Nessuna intesa tra il Pd e la sinistra radicale in vista delle prossime elezioni, lo conferma il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, precisando che "non ci saranno desistenze da nessuna parte a livello locale". Lasciando il loft di piazza Sant’Anastasia al termine del vertice, Diliberto aggiunge che "sarà una sfida tra due formazioni, una sfida leale e leale speriamo che sia il confronto". Alla domanda dei giornalisti se ci saranno intese a livello locale, Diliberto ha risposto che "in linea di massima questo sistema è bipolare e dunque potremmo decidere delle convergenze programmatiche. Ma non si faranno desistenze da nessuna parte". Il segretario del Pdci infine ha sottolineato che il simbolo con il quale correranno le forze della sinistra "non è stato ancora deciso".

Mussi deluso Il partito di Veltroni aveva "già preso una decisione definitiva e perentoria". Lo dice il segretario di Sinistra democratica Fabio Mussi: "Ci sono due novità nel centrosinistra il Pd e la Sinistra arcobaleno. Non ci sono le condizioni per andare collegati, data la scelta del Pd. Noi avevamo chiesto un incontro dopo che Veltroni ad Orvieto aveva annunciato l’intenzione di andare da solo, ma mi pare che il Pd avesse già preso una decisione definitiva e perentoria". Ora, prosegue Mussi, "si apre una sfida per il futuro: noi immaginiamo che l’Italia possa avere ancora un governo progressista, non pensiamo alle larghe intese per il futuro del Paese. Ora la sfida è sui programmi, ci si confronterà sulle questioni".

Giordano lancia Bertinotti "Tra noi e il Pd si è aperta una sfida a chi rappresenta meglio l’alternativa a una destra aggressiva e pericolosa" aggiunge il segretario del Prc, Franco Giordano spiegando che le forze di sinistra si presenteranno "in un’unica lista, con un nostro candidato e leader che è Fausto Bertinotti, e con un nostro simbolo che presenteremo al più presto, forse già martedì". Secondo il segretario di Rifondazione "ci sarà alle prossime elezioni una destra, un centro che è il Pd e una sinistra che intende rappresentare le speranze del mondo del lavoro e dei precari".

Pecoraro e il simbolo "Abbiamo lavorato fino in fondo per ricostruire le ragioni di una forte alternativa a Berlusconi e per non consentire la vittoria alle destre. Prendiamo atto della decisione del Pd e la Sinistra andrà con un unico simbolo che ha i caratteri della bandiera della pace". Così il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. "Andremo oltre le vecchie ideologie per fare una grande sinistra riformatrice, ecologista e dei diritti".