«Ma a cosa serve questo turismo politico?»

Mario Lauro

Ho ascoltato su Primocanale l'intervista al presidente della regione Claudio Burlando sulla missione in Cina e sulle «critiche» al numero dei delegati e credo che sia l'opposizione in Regione sia i «media» dovrebbero a settembre 2007 ed a settembre 2008 chiedere quali risultati concreti nei rapporti tra le realtà economiche liguri e la Cina sono stati raggiunti a seguito della missione del 2006. Il numero delle funzioni di promozione forse ha un 20% di troppo ma... lo stesso discorso vale per partecipazione a fiere, convegni etc. etc.
Il confine tra missioni commerciali e turismo a spese del contribuente è sempre molto labile perché in Italia ci sono troppi enti che si occupano di promozione commerciale ma... troppo spesso la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra e proviamo a fare una lista: Ambasciate con l'attache commerciale; Uffici Ice all'estero con missioni dall'Italia al paese estero; Camere di Commercio; Uffici esteri di banche italiane; Confindustria; Enti Fieristici; Simest & realtà simili; Regioni; Provincie (di recente la Provincia di Milano ha svolto una missione negli Usa); Comuni con gemellaggi, sulla cui utilità ci sarebbe da discutere.
Poi ci sono i grandi gruppi quali ma non solo Eni, Fiat che hanno in molti paesi delle loro strutture, branch autonome ed altre aziende italiane che hanno «in loco» sponsors, agenti ed in molti casi cantieri per grandi opere pubbliche o per grandi impianti industriali.
In questo periodo varie regioni italiane si stanno muovendo ma senza un coordinamento centrale, senza aver come riferimento un «Piano Paese» si rischia di fare tanti «moti browniani» che non portano a quell'incontro tra la domanda del momento del paese straniero e l'offerta delle aziende italiane sia industriali sia commerciali; inoltre se è corretto che gli enti pubblici abbiano un «budget» annuo per la promozione occorre poi verificare l'efficacia delle azioni fatte ed i ritorni concreti.
Infine in un mondo di internet, e-commerce, videoconferenze, Fiere credo che tali missioni dovrebbero essere gestite da associazioni di categoria e mirate a ben precisi settori perché non si può fare una missione omnicomprensiva in pochi giorni, con un contributo pubblico e con missioni con biglietti aerei in classe economica ed alberghi di lusso ma non di extralusso... tanto qualcuno paga; se la missione si rivela utile occorre poi invitare in Italia le realtà straniere interessate a collaborare ed a quel punto è meglio offrire il soggiorno agli stranieri «tagliando» il numero dei «trasfertisti» dall'Italia con biglietti aerei di businnes class, colazioni di lavoro luculliane...
Comunque, staremo a vedere, nel 2007 e negli anni a venire se questa missione sarà stata di «lavoro» oppure di «promozione», «tentata vendita» oppure la solita gita con la pubblicazione di un bel libro monotematico.