Cosa significa essere italiani? Lo spiega un'opera «monstrum» di 8mila pagine

Diretti da Luigi Luca Cavalli Sforza, dodici volumi dedicati a «La Cultura italiana»: dai tempi antichi a oggi, dalla letteratura allo sport, dalla musica agli stili di vita, ecco cosa rende unica la nostra civiltà

Cultura: cos'è la Cultura? Brutta domanda. Di per sé tutto è Cultura. È tutto ciò che serve a coltivare l'animo umano: le opere di scrittori, artisti, filosofi. E nello stesso tempo è ciò che dà forma alla vita materiale e spirituale di una società: l'insieme di saperi, credenze, costumi. La Cultura ci dice chi siamo e dove siamo, in quale luogo e in quale storia. Ma ci dice anche ciò che non siamo, è ciò che differenzia una persona dall'altra, un mondo dall'altro, una civiltà dall'altra: una cucina tipica, un determinato stile architettonico, un certo modo di fare cinema sono espressione di precise identità culturali. Ecco, in questo senso, uno degli strumenti più preziosi e completi per capire «chi» siamo noi italiani, «cosa» siamo e cosa non siamo, qual è la nostra identità, è la gigantesca (e va da sé, ambiziosissima) opera dal titolo «La Cultura italiana» di cui la casa editrice Utet sta per far uscire i primi volumi dei dodici volumi previsti (più di 8mila pagine complessive, 4mila immagini e 1000 illustrazioni). Diretta dal genetista Luigi Luca Cavalli Sforza, già professore emerito presso la Stanford University (Usa) - autorità di assoluto spicco internazionale nel campo della diversità genetica e studioso della coniugazione dei meccanismi genetici con i dati storico-culturali- «La Cultura italiana» è un'opera monstrum dall'approccio ovviamente multidisciplinare che costituisce uno sguardo d'insieme completo e dettagliato su tutti gli aspetti che costituiscono il concreto vivere degli italiani in tutte le epoche, dai tempi più antichi ai giorni nostri, e che conferisce la stessa dignità agli ambiti più diversi quali la storia, la linguistica e la letteratura, l'arte in tutte le sue espressioni, la scienza e la tecnologia, l'economia, la musica, il cinema e il teatro, lo sport, la moda e il tempo libero. Accanto a Luigi Luca Cavalli Sforza, un pool di oltre 200 autori, specialisti delle diverse discipline, e 15 curatori e coordinatori dei singoli volumi, che hanno assicurata la coerenza dell'impianto teorico dell'opera (dieci volumi a carattere tematico, cui si aggiungono due volumi di Dizionario della Cultura che raccolgono, sotto forma di schede in ordine alfabetico, le più importanti notizie riguardanti i personaggi più o meno illustri, i concetti, gli avvenimenti citati nei saggi dei volumi tematici: i collegamenti tra i saggi e le schede sono evidenziati con testi colorato). «La Cultura Italiana» è la prima grande opera sulla evoluzione culturale del nostro Paese e ha l'obiettivo di far conoscere i meccanismi e i modi in cui la nostra cultura, in tutta la sua complessità, si è trasmessa, modificata e arricchita nel tempo. «La speranza maggiore di capire il presente - scrive Cavalli Sforza nella presentazione - è conservata nella possibilità di studiare il passato. La cultura umana è caratterizzata da una grandissima variazione nello spazio e nel tempo. Molta parte di questa variazione ancor oggi in atto può sembrare, a uno sguardo superficiale, quasi priva di senso, ma diventa molto più comprensibile se possiamo aiutarci con la storia, attraverso un'analisi stringente della trasmissione e dell'evoluzione culturale». Focus dell'opera è l'analisi multidisciplinare della cultura del nostro Paese, considerata come l'insieme del suo modo di vita, delle sue istituzioni, dei costumi, del comportamento sociale e della produzione economica, intellettuale, artistica e scientifica quali sono oggi, e le loro variazioni nel tempo e nello spazio. «Cultura è l'accumulo globale di conoscenze e di innovazioni, derivante dalla somma di contributi individuali trasmessi attraverso le generazioni e diffusi al nostro gruppo sociale, che influenza e cambia continuamente la nostra vita», dichiara Cavalli Sforza. Il termine cultura viene usato in questo caso nella sua accezione scientifica di elemento differenziante l'Uomo da tutti gli altri animali, illustrando con esso la straordinaria quantità di conoscenze accumulate nel corso dei millenni, il cui apprendimento ha contribuito in modo determinante a forgiare il nostro comportamento. La cultura evolve con ciascuno di noi: ci riguarda da vicino perché ciascuno di noi ne usufruisce e al tempo stesso la costruisce giorno per giorno. I quattro fattori fondamentali della teoria dell'evoluzione biologica - mutazione, selezione naturale, drift (o deriva genetica) e migrazione - risultano applicabili con grande profitto alla storia dell'evoluzione culturale. Questo è possibile perché la cultura, proprio come la mutazione genetica, è un meccanismo di adattamento. Ai quattro fattori fondamentali dell'evoluzione culturale e genetica va quindi unita un'attenta analisi dei due differenti tipi di trasmissione culturale: quello verticale e quello orizzontale.