Cosa vuole celebrare il diessino Veschi? Ha già il suo 25 aprile

È la «giornata radiosa» dell’8 settembre 1943, Badoglio annuncia alla radio: «Il Governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al Gen. Eisenhower, Comandante in Capo delle Forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le Forze anglo-americane deve cessare da parte delle Forze italiane in ogni luogo. Esse, però, reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza».
Il comunicato di Badoglio, comunque la si possa vedere e qualunque siano state le motivazoni, visto che l’armistizio era avvenuto tenendo all’oscuro gli alleati tedeschi ha sancito a tutti gli effetti un tradimento.
Alla luce di quanto sopra scritto, quando ho appreso che si voleva celebrare nella data del 9 settembre la giornata del Riscatto, ingenuamente ho subito immaginato che fosse l’idea di qualche «nostalgico» che voleva riscattare il tradimento perpetrato nei confronti dell’esercito tedesco. Forse si trattava di un gesto dovuto per riscattare la memoria dell’ammiraglio Bergamini che al comando della corazzata Roma fu mandato a morire con i suoi 1500 marinai, come tanti altri militari molti inconsapevoli e molti contrari alla resa.
Potete immaginare il mio stupore quando ho appreso che la giornata del riscatto era voluta Moreno Veschi esponente Ds che sicuramente non si può definire un «nostalgico».
E allora mi domando, visto che la «liberazione» ha già nel 25 aprile la sua celebrazione, cosa vorrebbe celebrare Veschi il 9 settembre?
Forse sarebbe meglio soprassedere su quanto avvenne in quei giorni in cui l’Italia fu avviata verso una guerra fratricida, in cui gli stessi 1500 morti inutili della corazzata Roma rappresentano il sacrificio supremo ed inutile di chi nella totale confusione del comando badogliano, non ha avuto nemmeno il diritto di morire combattendo.
Presidente
del Circolo Almirante