La coscienza per delega

Un «caso Fini» non dovrebbe esistere, perché Fini dice cose tutto sommato normali, persino scontate. La verità è che c’è un clima, pessimo, dove persino delle parole normali e scontate si stagliano come gemme nel riportarci ai rudimenti fondamentali di ciò che semplicemente siamo: uno stato laico. Il problema è questa impostura di spacciare per laico ciò che è meramente asservito al Vaticano anziché agli italiani. Il problema è una verità che si è fatta lampante: c’è una parte del Pdl, minoritaria ma vincente, che per ragioni per niente democratiche ha stretto un patto col Vaticano ed è in puro delirio di onnipotenza etica. Un testamento biologico unico al mondo, che gli italiani non vogliono e che il Ppe deriderebbe, ha messo la nostra vita nelle mani dello Stato. Una legge sulla fecondazione assistita pure unica al mondo, che costringe migliaia di famiglie a emigrare all’estero per poter avere dei figli, è stata bocciata dalla Corte Costituzionale, non dal Tar: altro che «la legge non si tocca». Renato Schifani ha detto che il Parlamento ha votato certe leggi secondo coscienza: ma a parte alcune osservazioni squisitamente tecniche (la coscienza, come il coraggio, bisogna avercela) resta da capire come possa essere laico un Parlamento che vota «secondo coscienza» una legge che impedisce agli elettori di averne una propria.