«Cose dell’altro mondo» e «Tutta colpa della musica»

A Venezia, Medusa Film è protagonista anche per quanto riguarda le pellicole fuori concorso. È lei, infatti, a portare in Laguna due piccole-grandi opere italiane, che verranno presentate nella sezione «Controcampo». La prima si intitola «Cose dell'altro mondo» e segna il ritorno alla regia del versatile cineasta napoletano Francesco Patierno e sarà distribuita nelle sale a partire dal 3 settembre. Prima ancora del debutto ha già fatto parlare molto di sé, visto che affronta con una robusta vena comica tematiche delicate come l'immigrazione e il razzismo, cimentandosi nella non facile impresa di smuovere le coscienze «a colpi di risate».
La storia è ambientata in una bella, civile e laboriosa città del Nord-Est, caratterizzata dalla presenza di un'alta percentuale di lavoratori immigrati, tutti in regola e perfettamente inseriti. Tranne che per un buontempone d'industriale locale, che ogni giorno si diverte a mettere in scena il suo personalissimo teatrino razzista: iperbole, giochi di parole, battute sarcastiche. Tutte, ma proprio tutte, così politicamente scorrette da risultare esilaranti.
Un bel giorno, però, il teatrino diventa realtà e gli immigrati, invitati quotidianamente a sloggiare, tolgono davvero il disturbo. Per sempre. Al netto delle immancabili polemiche, spesso pretestuose, che ne hanno accompagnato la lavorazione, «Cose dell'altro mondo» si annuncia come uno dei migliori film italiani delle ultime stagioni, divertente senza mai essere banale e impreziosito da tre protagonisti d'eccezione come Diego Abatantuono, Valerio Mastandrea e Valentina Lodovini.
Si cambia registro con «Tutta colpa della musica», in uscita nei cinema il 9 settembre, una storia d'amore sintonizzata sulle frequenze della seconda età, ma anche un film sulla rivincita del sentimento e la rivalsa del desiderio. Giuseppe, 55 anni, è sposato e ha una figlia, ma non si può certo dire che sia felice. La moglie Grazia, fervente testimone di Geova, da anni ha con lui un rapporto di fredda indifferenza. E anche con Chiara, la figlia, che ha seguito la madre nella sua infatuazione religiosa, non si può dire che ci sia un gran dialogo.
Napoleone, l'amico di tutta una vita, lo convince allora a darsi una scrollata e ad andare con lui a cantare nel coro della città, nella sala di una chiesa sconsacrata dove i «ragazzi» della loro generazione possono ancora divertirsi liberamente e, perché no, provare a «rimorchiare». Ben presto Giuseppe si fa travolgere dalla sua nuova vita e s'innamora di Elisa, un'affascinante donna di mezza età, anch'essa sposata. Riusciranno i due a mettersi in gioco fino in fondo? E a superare le ragioni che si oppongono a un loro possibile futuro insieme? Interpretato da un maiuscolo Marco Messeri e da una sempre splendida Stefania Sandrelli, «Tutta colpa della musica» è diretto da Ricky Tognazzi, regista e attore tra i più fortunati e prolifici del panorama italiano, vincitore tra l'altro del David di Donatello come miglior regista per Piccoli equivoci», per «Ultrà», premiato anche con l'Orso d'argento a Berlino, e per «La Scorta».