Cose turche: la Germania va in finale al 90’

Gli uomini di Terim dominano e vanno in vantaggio. I tedeschi ribaltano la partita ma vengono ripresi. Fino al gol di Lahm, che gela le speranze turche negli ultimi istanti di partita

Basilea - Un gol di Lahm a supplementari ormai certi, ha impedito che venisse riscritta la mappa del calcio europeo, tedeschi in finale, turchi capaci di segnare ancora nei minuti finali ma non di ripetere il miracolo, questa volta clamoroso. Ma la Turchia di Terim è stata lì fino alla fine, stretta e compatta. Ha fatto la partita sotto lo sguardo ipnotico di quell'incredibile motivatore di Terim, uno che se ti fai male mentre giochi, si offende perché immagina che hai voluto fregarlo. Servet gli ha giocato le prime tre partite con un ginocchio ballerino e un dolore da morfina. È riuscito a riposare contro la Croazia, ma a pochi minuti dalla sfida con la Germania gli si è presentato davanti Terim: «Tu non hai niente, tu devi giocare - gli ha detto l'Imperatore con la camicia bianca già tutta sudata -, non c'è nulla al mondo che possa impedire a un calciatore di giocare una semifinale di campionato europeo». Terim era su di giri per colpa di una nazionale decimata sul più bello, Volkan, Arda Turan, Tuncav e Emre Asik squalificati, più gli infortunati Nihat e Emre Gungor già rientrati a Istanbul. Con Servet ha usato la psicologia, se fosse stato possibile un intervento volante di sostituzione del ginocchio con una protesi al titanio non avrebbe avuto esitazioni, troppo prezioso il gigantesco centrale difensivo del Galatasaray e difatti l'andamento della partita ha dimostrato quanto sia stata determinante la sua assenza. Ma nonostante l'emergenza con Emre Belozoglu pugno di ferro: «Io ti ho creato e io ti distruggo». Il risentimento muscolare dell'ex interista è una versione di facciata, dopo la partita con il Portogallo i due sono quasi venuti alla mani e a chi gli chiedeva di Emre, l'Imperatore rispondeva. «Lui? No, è impossibile che giochi».

Comunque Servet, con tutto il bene che può volere al suo Imperatore, non ce l'ha fatta e Terim con una squadra completamente ridisegnata, ha costretto Ballack e compagni a guardare. Prima del gol di Ugur Boral, due traverse di Kazim Kazim e tante altre belle cose turche. Il piccolo Semih Senturk in mezzo ai giganti Metzelder e Mertesachek era imprendibile anche negli stacchi aerei, proprio così, il prode Lahm restava attaccato alla sua area e Lehmann è stato costretto a interventi goffi fino al gol, preso con la palla che gli schizza fra le gambe come una trota. Il vero colpo della Germania è stato pareggiare quasi subito, con un contropiede che ha messo a nudo i limiti della difesa turca: fuga di Podolski, la prima, esterno destro di Schweinsteiger in area, con Sabri Sanoglu, Mehmet Topal in ritardo atomico e Rustu tutti a guardare.

Ma subito dopo Terim ha ordinato ai suoi di continuare a lavorare e la Germania è nuovamente sparita, Ballack invisibile, a tratti un torello, riprende il secondo tempo e ancora i turchi a fare la partita e a festeggiare sulle tribune del St Jackob. I tedeschi reclamano per un rigore su Lahm che Busacca minimizza, non siamo ai livelli dei russi con gli olandesi ma quasi, Terim applaude ma dentro di lui c'è il terremoto, la Germania non ce la fa, è piccola piccola, il suo capitano aveva promesso di portarla lontano ma resta in piedi a fatica. Poi il secondo gol di Klose, il 2-2 di Semith Senturk e la rete definitiva di Lahm, ma a volte il calcio non la racconta giusta.