Cosentino frena: "Candidatura non più certa"

Il sottosegretario all’Economia: "Mentre prima la mia candidatura era una cosa certa, oggi con questa
tagliola giudiziaria c’è una riflessione che è giusto si faccia". Poi avverte: "Non può essere un pentito cocainomane e infermo mentale a
determinare le scelte in Campania"

Napoli - "Mentre prima la mia candidatura in Campania era una cosa praticamente certa, oggi con questa tagliola giudiziaria c’è una riflessione che è giusto si faccia". Il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, raggiunto da una richiesta di arresto da parte del Tribunale di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa, si mostra disponibile a fare un passo indietro nella corsa alla presidenza della Regione Campania.

Candidatura in forse Interpellato in Transatlantico alla Camera, Cosentino non si spinge a dire che la sua candidatura è tramontata ma osserva: "Io non penso che sia tramontata la mia candidatura, però oggi il dato è che bisogna comunque fare una riflessione con chi ha reappresentato il cambiamento in Campania, col partito nazionale e con il presidente. Mentre prima era una cosa praticamente certa oggi con questa tagliola giudiziaria c’è una riflessione che è giusto si faccia". Il sottosegretario si dice certo che "insieme agli organi di partito, in accordo con il territorio, troveremo la migliore soluzione per sconfiggere 15 anni di malgoverno della sinistra in Campania. Sento di dover rispondere alla gravissima ingiustizia che ho subito, non ho potuto difendermi fino ad oggi, voglio dare il mio contributo a sconfiggere 15 anni di malgoverno della sinistra e comunque non sarò io a evitare che questo accada in Campania".

La squadra verso le elezioni Se il candidato non sarò Cosentino, "ci sarà una squadra che sarà frutto di una sintesi del radicamento politico e della società civile che manderà a casa Bassolino e company". Cosentino è convinto che la sua vicenda giudiziaria "sarà presto consegnata alla storia perché si tratta di una vicenda che ha avuto alcuni protagonisti e non altri. Io prendo atto che è un film iniziato nel 1990 e finito solo il 9 novembre, quando io ero il candidato in pectore in Campania". "Non può essere un pentito cocainomane e infermo mentale a determinare le scelte in Campania ma è certo che oggi la tagliola giudiziaria che incombe deve essere oggetto di una riflessione dei vertici nazionali e locali", ha concluso.