Cosi Mourinho ha trasformato una squadra di grandi firme in una vera armata

Sono bastati un paio di mesi della cura del portoghese per cancellare i vecchi difetti e offrire al mitico brand le caratteristiche giuste per dominare la scena nella Liga e nella Champions

La stampa spagnola si è inchinata dinanzi al primo capolavoro della gestione madridista di Josè Mourinho. Lo aspettavano al varco sospettando che fosse molta apparenza e poca sostanza e invece hanno dovuto prendere atto della lezione inflitta al vecchio, "geriatrico" Milan e celebrare il successo di martedì notte. «Una signora squadra» ha titolato Marca che è il giornale deputato a cantare le gesta dei "blancos" ma anche la spina nel fianco per tecnico e giocatori nei giorni difficili. «L'energia del Madrid ha sradicato un vecchio Milan» ha aggiunto Abc a testimonianza del secondo aspetto finito sotto gli occhi di tutti. La differenza di età e di corsa tra Real e Milan si è vista e ammirata per tutto il corso della sfida.
A questo punto è anche giusto occuparsi del lavoro svolto da Mourinho a Madrid e rendergli onore. Come si compete a un professionista che ha impiegato poco più di due mesi canonici per dare al Real le caratteristiche di una autentica armata calcistica. La prima mossa è stata lo schieramento tattico: Josè ha adottato lo stesso disegno geometrico approntato all'Inter nella stagione del triplete delegando al compito di centrocampista uno come Di Maria che di mestiere fa proprio quello, e approfittando dell'assenza di Kakà rimasto fuori per infortunio. Poi è passato a forgiare la mentalità di questo gruppo che era abituato a guardarsi allo specchio invece di mettersi al lavoro con grande tenacia e determinazione. Infine ha fatto delle scelte crudeli che hanno smentito il mercato di Perez senza alcun timore riverenziale nei confronti del suo presidente: così Higuain ha tolto il posto a Benzema, così Marcelo si è imposto in un ruolo per il quale non sembrava vocato. Insomma il Real di Pellegrini è un malinconico ricordo.