Cosmi furioso: «Nessuno dica che è stata soltanto colpa mia»

«Basta con la storia che non siamo stati capaci a chiudere il campionato»

Serse Cosmi è appena sceso da un aereo che l’ha riportato in Italia da una trasferta con la sua Udinese. Squilla il cellulare. Lo informano che il Genoa anche alla Caf ne è uscito con le ossa rotte.
L’ex tecnico rossoblu’ è sinceramente incredulo: «Hanno rovinato un anno di lavoro mio e della squadra oltre che della società. Non è giusto, posso dire soltanto questo perché se aggiungo altre considerazioni finisce che non posso piu’ allenare. Ma c’è tanta amarezza e penso che a Genova adesso ci sia tanta rabbia».
Cosmi rivede il film del campionato e l’accosta alla serie C decisa dai giudici per la combine con il Venezia: «È assurdo, tutto assurdo e incredibile. Quel torneo l’abbiamo vinto con merito e basta. Gettare fango su di noi è mortificante. Quarantasei punti nel girone di andata, una marea di gol, abbiamo chiuso in testa dopo esserci rimasti per tre quarti di campionato. No, è inaccettabile. Penso ai genoani, un colpo troppo duro. Passare dalla festa per la serie A ritrovata e vedersi cacciare in C. Mi dispiace, mi dispiace sinceramente».
Il pensiero va alla gente ma anche ai calciatori e ai dirigenti: «Il presidente ha fatto sforzi notevoli, sono rammaricato per Stefano Capozzucca che ci è sempre rimasto vicino, soffrendo con noi. E poi ripenso ai ragazzi che hanno disputato un campionato strepitoso. Il processo? Mi pare che abbia evidenziato che il Genoa in A c’è andato meritatamente sul campo. Qualcuno ha capito il contrario? No, non voglio dire niente di più».
Cosmi ha lasciato Genova. Ma tanti tifosi lo hanno criticato per il fatto che la squadra non ha centrato l’obiettivo della promozione con qualche sabato d’anticipo senza dover penare fino all’ultima giornata, visto il vantaggio che Tedesco e compagni avevano accumulato sulle inseguitrici gia’ al giro di boa: «Questo mi permette una volta per tutte di essere chiaro: sono tutte stronzate. Eravamo stanchi, non si puo’ pretendere di tenere quel ritmo per un anno intero. Ora basta, meglio di così non potevamo fare e nelle ultime quattordici gare non abbiamo mai perso. Cosa bisognava fare per andare in A? Abbiamo ottenuto piu’ punti del Palermo che lo scorso campionato era stato promosso».
Cosmi è davvero arrabbiato: «E poi negli ultimi due mesi è stata una battaglia totale. In casa contro Catania, Ternana e Cesena abbiamo trovato avversari che giocavano alla morte anche se in classifica avevano poco da dire. Insomma, a noi nessuno ci ha regalato niente e poi la partita col Venezia l’hanno vista tutti».
Cosmi chiude con un appello alla gente rossoblù: «A loro va tutto il mio affetto. Genova è una città civile e i genoani sono la storia del calcio. Spero che cerchino di ragionare, senza lasciarsi andare a qualche atto irresponsabile anche se il momento non è facile. Ma il passato del Genoa, e stando un anno lì ho capito il perché, mi ha insegnato che quella società e quella tifoseria sanno sempre rialzare la testa. Sono sicuro che lo faranno anche questa volta con dignità e orgoglio».