Cosmi: «Un’impresa incredibile»

Il tecnico: «Ci hanno schiacciato ma mai piegato». Il portiere De Sanctis: «Adesso siamo meno spettacolari, ma più concreti»

Marcello Di Dio

nostro inviato a Lisbona

Una notte insonne, ma la vittoria al debutto nell’Europa dei vip, 1-0 rigore di Iaquinta, c’entra fino a un certo punto. Due fuori programma hanno caratterizzato il rientro dell’Udinese da Lisbona, avvenuto solo alle sette del mattino di ieri: la brutta ferita rimediata da Bertotto in uno scontro di gioco e l’attesa prolungata al controllo antidoping per Zenoni e Vidigal. Al difensore è costata cara la testata contro la nuca del centrocampista dello Sporting Sà Pinto. Sei i punti di sutura per il portoghese, addirittura quaranta quelli esterni e interni applicati a Bertotto per una ferita che si estende dal centro della fronte, attraversa il sopracciglio sinistro e finisce quasi sull’occhio. «Gonfio come quello di un pugile», riesce a scherzare lo stesso Bertotto che ha perso tantissimo sangue ma che rassicura al telefono i suoi familiari.
La prognosi è di dieci giorni, si arriverà giusto giusto alla vigilia del match di ritorno, ma il medico dell’Udinese Magrin è fiducioso sul recupero. E a complicare i piani di Serse Cosmi ci si mette anche la botta all’inguine destro per Barreto. Oggi l’ecografia stabilirà l’entità dell’infortunio, ma c’è ottimismo come dimostrano anche i sorrisi del giovane attaccante brasiliano, la scommessa vinta di Cosmi, a fine partita.
E se l’Udinese si lecca le ferite, ma si gode il prestigioso successo europeo, in casa Sporting c’è rabbia contro il direttore di gara ellenico Vassaras. «TR», titola il quotidiano O Jogo, mentre il presidente del club portoghese Dias de Cunha parla di arbitraggio vergognoso, contestando il rigore assegnato ai friulani e quello non concesso su Liedson. La sindrome della Grecia prosegue anche dopo la cocente sconfitta nella finale dell’Europeo. «Castigo maximo», si legge invece sulla prima pagina di Record, mentre A Bola sottolinea come i leoni (simbolo dello Sporting) dovranno lottare contro il «fatalismo (fortuna) italiano» e se «avranno coraggio vinceranno in Italia». Peseiro, tecnico dei lusitani, è convinto che la sua squadra possa segnare due gol. Partita alla quale l’Udinese comincerà a pensare fra qualche giorno. «Ora ci godiamo questa vittoria, frutto di una prova generosa da parte di tutti», dice Cosmi. «Abbiamo fatto un’impresa incredibile», sottolineano alcuni dei 500 tifosi che hanno seguito la squadra.
«Diciamo che adesso abbiamo il 51 per cento di possibilità di passare il turno – dice l’allenatore dell’Udinese -. Il nostro atteggiamento spregiudicato in campo (trequartista dietro le punte) non ha dato i frutti che volevamo, ma la colpa è stata dello Sporting. Dopo questa partita lo conosciamo meglio, al ritorno non ci sorprenderà. Paradossalmente se nella ripresa fossimo stati più lucidi, avremmo potuto impensierirli di più. Invece le migliori occasioni e il gol vittoria sono venuti nei primi 45 minuti, quando ci hanno schiacciato nella nostra metà campo». Ed elogia le amichevoli internazionali che l’Udinese ha disputato prima del debutto di fuoco.
Il portiere De Sanctis, nuovamente in odore di nazionale visto che nell’amichevole di Dublino non ci sarà Buffon, è stato fra i protagonisti con parate decisive. «La più difficile? Sicuramente quella sulla punizione di Tello, non ho nemmeno visto partire la palla. Forse qualcuno di noi ha sottovalutato gli avversari, ma anche per questo c’è da sottolineare la nostra grande prestazione». E rivela il segreto dell’Udinese. «Rispetto all’anno scorso siamo meno spettacolari, ma più concreti». Servirà per raggiungere l’olimpo della Champions League?