Cosseria, locale in crisi «chiuso per sagre»

Ferruccio Repetti

«A me, mi hanno rovinato la guerra e le donne» diceva Alberto Sordi in una delle sue interpretazioni più riuscite. «A me, invece, mi hanno rovinato le sagre» confessa in questi giorni Giovanni De Micheli, titolare di un noto pub-birreria di Cosseria, in località Marghero, fra Millesimo e Carcare, che per anni è stato ritrovo abituale, fino a tarda ora, di raffinati viveur e signore d’età non più verde, ma portata con disinvoltura. Da qualche tempo, però, la concorrenza di banchetti a base di frisciolate, salsicce alla brace, fagiolane e bresaola-rucola-e-grana ha stravolto la vita del locale e quella di chi lo gestisce: «Ho perso il 100 per cento del giro d’affari - sbotta De Micheli -. Mi sa che se va avanti così devo chiudere, almeno da maggio a settembre, la stagione di quelle maledette sagre di paese che mi portano via la clientela!». Intanto, sotto l’insegna del pub, «The Killer’s Inn» - ma gli «assassini» fanno fuori solo bottiglie di barbera - è apparso il cartello «Chiuso per sagre e feste varie». In ognicaso: «Non mi rassegno», insiste De Micheli, sempre più imbufalito anche per via di quell’inconfondibile aroma (un mix bruciaticcio di strutto, cipolla e salamino) che invade periodicamente la vallata «e m’impuzza anche il locale». Ecco perché accusa: «I Comuni, le Pro loco, gli enti turistici devono smetterla di finanziare feste al barbecue in quantità industriale. Così non fanno altro che decretare la morte per asfissia dei locali pubblici esistenti. Almeno non ci facessero pagare le tasse...». Ma l’aria che tira è un’altra: Confesercenti e Confcommercio hanno tentato la via diplomatica, intavolando una trattativa e provando a convincere gli organizzatori di sagre a regolamentare le manifestazioni in senso restrittivo. Pareva la strada giusta. Poi tutto è tornato come prima. Anzi, peggio di prima. E quel bruciaticcio che viene da lontano, accidenti, ora sa anche tanto di khebab!