Cossiga: feci i nomi dei contrari all’Opa

Il senatore conferma: parlai a Consorte di personalità importanti dell’Unione

da Milano

Tirato in ballo da Giovanni Consorte, Francesco Cossiga interviene sulle dichiarazioni dell’ex numero uno di Unipol che ha parlato di un «partito» contrario all’Opa di Unipol su Bnl all’interno del centrosinistra. Il presidente emerito conferma i colloqui con Consorte e di avergli indicato nomi e cognomi delle persone contrarie all’operazione. In particolare, di avergli parlato di «personalità importanti del centrosinistra» in netta opposizione al progetto.
«È assolutamente vero - ha riferito Cossiga - certamente gli feci i nomi. Si trattava - dichiara - di un'altissima personalità politica e di un'altra personalità politica: entrambi del centrosinistra e non certo dei Ds e dell'Udeur; e si trattava del direttore di un grande giornale, anch'esso schierato con il centrosinistra».
Cossiga non nasconde i termini della vicenda e afferma di aver fatto i nomi a Consorte «perchè essi non lo avevano detto... in confessione. E non lo dissi solo a Consorte ma poichè, come noto, ero favorevole all'Opa da un punto di vista economico e politico (pur non guadagnandoci ovviamente nulla come è mio costume) lo avevo detto anche ad amici dirigenti dei Ds: poichè ritenevo, come ritengo, che si sia trattato di una partita tutta politica all'interno del centrosinistra che ha visto schierata per la supremazia all'interno di essa parte della Margherita e dei fautori del partito democratico contro il partito dei Ds».
Cossiga ieri è anche intervenuto a commentare i possibili scenari che potrebbero delinearsi nei prossimi mesi. In particolare sul ruolo dei francesi Bnp Paribas anche in virtù della congiuntura politica. «Non so - osserva il senatore a vita - con chi adesso si schiereranno, non sapendo se essa sia filo-postgollista o filo-socialista e, se filo-socialista, di quale socialismo. Ma d’altra parte gli attenti Pm di Milano che lavorano sul caso hanno dichiarato che non si interessano di pettegolezzi da salotto...». Tuttavia, ironizza il senatore a vita, «qualora quei Pm volessero cambiare mestiere, si acquisterebbero per il momento la gratitudine di Paribas e, a guardare attentamente le cose, della stessa Unipol. E non è detto che sia finita, perchè non può escludersi che i valorosi Pm di Roma si mettano a fare politica bancaria».