Cossiga: voterò no al rifinanziamento delle missioni

Francesco Cossiga ha annunciato ieri che voterà no al rifinanziamento delle missioni di pace italiane, compresa quella in Afghanistan, «negando anche la fiducia al governo se esso la porrà».
Non si tratta di un’improvvisa conversione al pacifismo, come ha precisato il senatore a vita, ma una presa di posizione decisa contro le indecisioni del governo.
Il presidente emerito ha anche definito «imprudenti» le assicurazioni date recentemente da D’Alema agli Usa in qualità di ministro degli Esteri. Secondo Cossiga il vicepremier è stato avventato nel fornire garanzie sulla posizione militare italiana a Condoleezza Rice: «Se solo avesse pensato alla conformazione della coalizione politico-parlamentare che sostiene il governo Prodi e all'onesto pacifismo profetico ed all’europeismo antiamericano da cattolico democratico della scuola di Bologna del suo premier, si sarebbe ben guardato dal darle».
Una reprimenda definita dallo stesso Cossiga come «affettuosa», anche se motivata da profondi dubbi sull’operatività italiana all’estero. Secondo il senatore la presenza italiana nelle missioni Onu, Nato e Cee potrebbe rappresentare un danno e un pericolo per gli altri Paesi partecipanti. Non per imperizia dei nostri vertici militari o dei nostri soldati, ma per «la confusione mentale e incertezza del nostro vertice politico»