Costa d'Avorio, colpito aereo del premier Morti quattro membri della sua delegazione

Tre missili hanno colpito l'aereo del primo ministro ivoriano Guillaume Soro, mentre stava atterrando all'aeroporto di Bouaké, nel centro della Costa d'Avorio. Nell'attacco il premier è rimasto illeso. Morti invece quattro suoi delegati. Dura condanna da parte della Francia

Abidjan - Il Fokker 100, l'aereo della presidenza, sul quale viaggiava il primo ministro ivoriano Guillaume Soro è stato attaccato questa mattina, intorno alle 10.30, da tre razzi mentre stava atterrando all'aeroporto di Bouaké, nel centro della Costa d'Avorio. Lo ha annunciato il consigliere speciale del premier, Alain Lobognon, precisando che Soro è rimasto illeso, mentre nell'attacco hanno perso la vita quattro membri della sua delegazione. Una fonte vicina al primo ministro ha anche affermato che l'attacco è stato seguito da una sparatoria ad opera di sconosciuti, tra l’aeroporto e il centro della città.

I ribelli di Soro Nonappena giunto in città Soro, ex leader dei guerriglieri che controllano il nord del paese, si è recato con gli altri membri della sua delegazione nella roccaforte dei ribelli. Il movimento Forze Nuove, in cui sono confluite tutte le forze che erano state ostili all’attuale presidente Laurent Gbagbo, ha subito inviato rinforzi all'aeroporto. Soro è stato nominato primo ministro in aprile, sulla base di un accordo di pace con il presidente Laurent Gbagbo per mettere fine alla divisione del paese durata quattro anni. Ma proprio per questo accordo, Soro è considerato un traditore da alcune fazioni di ribelli.

La condanna francese La Francia - che con oltre tre mila soldati pattuglia insieme ai caschi blu dell'Onu la zona di confine tra il nord controllato dai ribelli e il sud in mano ai governativi - ha immediatamente condannato l’attacco, definendolo "codardo". In una nota del ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner si legge infatti: "La Francia condanna con grande fermezza questo attacco codardo e riafferma la propria solidarietà all’intera nazione e al popolo ivoriano".