Costa solo 40 euro a cittadino: "Ecco la sanità da copiare"

Il ministro Sacconi elogia il welfare del Pirellone. Abelli: "Investe 15 miliardi l’anno senza disavanzi"

«Oggi in Lombardia c’è una rete socio-sanitaria che non ha eguali. Modello da imitare, come dice il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: oltre 55mila posti letto, 120mila cittadini che usufruiscono di voucher per le cure domiciliari e 500mila malati che arrivano da tutt’Italia nelle strutture milanesi e lombarde».
Sintesi del welfare moderno, quello senza sperperi e senza pesare sui bilanci delle famiglie. Fotografia firmata da Gian Carlo Abelli, oggi vice coordinatore nazionale di Forza Italia e ieri assessore regionale alla Sanità: «Risultato davvero straordinario, quello della Lombardia che costa a ogni cittadino appena 40 euro. E nonostante venga assegnata alla nostra regione una quota pro-capite di gran lunga inferiore a quella di altre regioni e pure inferiore anche alla media delle amministrazioni a statuto ordinario».
E mentre scatta l’applauso della platea che alla festa del Pdl partecipa al dibattito moderato da Mario Giordano su politica e sanità, il ministro Sacconi spiega che «pure la regione Lazio è un modello di riferimento» ma, attenzione, «di quello che bisognerà evitare di fare nel futuro»: «Ora c’è la sfida del federalismo fiscale e quello della sanità è il capitolo più importante: o sarà un meraviglioso strumento per riportare i meccanismi della spesa pubblica nei parametri, o sarà l’inizio della fine per i conti pubblici».
Conti in rosso che, chiosa Abelli, sono troppo spesso dovuti a comportamenti sbagliati: «Un esempio? I sessanta milioni di euro dati alla Campania per la sanità sono finiti in spese legali e altri 47 milioni la regione partenopea li spende ogni due anni in telefonate». Sperperi inaccettabili, «sprechi da abbattere, non le prestazioni come vogliono far credere Walter Veltroni e compagni» osserva l’uomo forte del centrodestra lombardo, «per avere migliori risultati e porre fine a spese inutili, basterebbe seguire l’esempio di regioni come la Lombardia che ha 15 miliardi di spesa, nove milioni e mezzo di abitanti e nessun disavanzo».
Situazione destinata ancora a migliorare, anche grazie «ai nuovi Lea, livelli essenziali di assistenza» commenta il sottosegretario Ferruccio Fazio: «Spariranno prestazioni inutili e si realizzeranno notevoli risparmi» e poi «ci saranno strutture attive 24 ore su 24 di medici di base a disposizione dei cittadini che potranno avere diagnosi in tempo reale riducendo, così, gli accessi evitabili al pronto soccorso».