Costa troppo e rende poco: la Galleria passerà ai privati

Si pensa a un gestore che si occupi anche della manutenzione L’assessore Beretta controlla i conti per lo stadio a norma di Uefa

I gioielli di famiglia non sono in vendita. Ma in gestione ad un fondo privato, perché no. Per vent’anni, perché li facciano rendere di più e si prendano cura della manutenzione che oggi mostra parecchie voragini. Palazzo Marino è a corto di fondi e con o senza il via libera allo sforamento del Patto di stabilità (gli occhi sono puntati al decreto Milleproroghe approdato da ieri in Senato), sta studiando piani «b» e «c» per risparmiare o recuperare capitali. Nel gioco entrano anche la Galleria, l’anagrafe centrale di via Larga, il palazzo di largo Treves. «Sto preparando uno studio che presenterò a sindaco e giunta - anticipa l’assessore al Bilancio, Giacomo Beretta -, dobbiamo passare dalle dismissioni dei nostri beni ad un piano di valorizzazione. In mano a un privato per qualche anno, possono rendere di più». Basta pensare alla Galleria: «Gli appartamenti all’ultimo piano e gli uffici comunali possono essere svuotati e affittati per altre attività. Scegliamo con gara pubblica per trovare il gestore, le boutique e i bar dell’Ottagono riformuleranno solo il contratto d’affitto». Sono passati due anni da quando si parlò di una fondazione per la Galleria, con il Comune da una parte e Camera e Unione del commercio dall’altra per trasformare il monumento in un «centro commerciale urbano». Ma da allora nulla di fatto. Ora Beretta pensa alla svolta, l’affidamento ad un privato per levarsi anche il macigno della manutenzione (ad ogni temporale più intenso del normale il pavimento si allaga e piovono critiche contro il Comune). Almeno il restyling della pavimentazione partirà grazie ad uno sponsor di Taranto. La gestione privata funziona già per il Palazzo delle Stelline. La Galleria oggi rende al Comune dieci milioni l’anno, si arriverebbe almeno a due-tre volte tanto. «Quando avremo il palazzo comunale in zona Garibaldi-Repubblica potremo spostare lì anche l’anagrafe di via Larga, gli uffici di largo Treves e i tanti che abbiamo sparsi in centro - spiega Beretta -. Potremo valorizzare le sedi invece di venderle». In tempi di fondi da centellinare col contagocce, Beretta ha chiesto al collega allo Sport Alan Rizzi l’analisi dettagliata dei costi necessari per mettere a norma lo stadio di San Siro, in lizza per la finale di Champions League nel 2015 e una tappa della Uefa 2016. Il dossier di candidatura parla di 41 milioni di euro. «Ma nell’elenco - fa presente - si parla anche di parcheggio multilevel, centro congressi, spazi commerciali: tutto ciò che serve per mettere in sicurezza lo stadio troverà il Comune pronto a contribuire. Se altro serve più alle società che gestiscono lo stadio che all’organizzazione dell’evento, sediamoci ad un tavolo con Inter e Milan e anche loro facciano la loro parte».
Pronto ad andare in giunta domani infine il Bilancio di previsione 2010 (in consiglio solo dopo le elezioni regionali). Più colpiti dai tagli i settori che organizzano eventi (come Sport, Tempo libero, Salute, Marketing territoriale, Grandi eventi) «ma da quest’anno potranno cercarsi da soli gli sponsor», assicura Beretta. Anche le aziende partecipate dovranno accollarsi compiti prima esclusi dal contratto di servizio: Atm ad esempio farà la rimozione auto al posto della polizia locale (così il Comune recupera 2 milioni), Amsa servizi di transennamento e pulizie straordinarie (per la neve avrà dal Comune 6 milioni). Buone notizia da Milano Ristorazione, che gestisce le mense scolastiche: l’evasione da inizio anno si è dimezzata (dal 16 all’8%) e ha già recuperato 1,2 milioni di vecchie quote non pagate.