Costano tantissimo ma hanno toppato Questi sudamericani sono veri fenomeni?

La Coppa America ribalta le gerarchie del calcio: dopo l’Albiceleste e la Seleçao, anche la Roja cilena torna a casa. Da
Sanchez a Neymar a Pastore, mai mercato e campo così distanti. Le semifinali del torneo: Uruguay-Perù, Paraguay-Venezuela

Panico in Argentina. I marziani sono scesi sulla terra. O forse sarebbe meglio dire caduti. Il tonfo si è avvertito non solo nelle Pampas, ma pure in Brasile e Cile. Effetti di una Coppa America da fantascienza, con le big messe in ginocchio da carneadi venezuelani e peruviani. Alla faccia di Pastore, Neymar e i presunti fenomeni per cui in Europa si agitano in molti.

Le semifinali saranno Uruguay-Perù (ore 2 e 45 di stanotte, diretta su Sky201) e Paraguay-Venezuela (ore 2 e 45 della notte tra domani e il 21 luglio, sempre su Sky201). Alzi la mano chi le avrebbe pronosticate due settimane fa. Nessuno, anche perché le nazionali di Lima e Caracas non si erano nemmeno qualificate al Mondiale dello scorso anno in Sudafrica. Ma le gerarchie in Sudamerica si sono ribaltate in un lampo.

Dopo l’Albiceleste e la Seleçao, condannate dalla lotteria dei rigori, tocca pure alla Roja cilena. Fatta fuori nella notte di ieri dal Venezuela dei miracoli, grazie ai gol di Vizcarrondo e Cichero. Avessi detto Alexis Sanchez. No, mister 40 milioni c’è, ma non segna. Polveri bagnate, come per il suo futuro compagno Messi. L’unica rete della selezione di Borghi porta invece la firma del Chupete Suazo. Non basta, finisce 2-1 per la Vino Tinto. E pensare che per il Niño Maravilla e Arturo Vidal (sempre più vicino alla Juventus) poteva essere un’occasione storica. Tolti di mezzo argentini e brasiliani, la strada per la finale sembrava spianata. Niente da fare.
La grande delusione è però il Brasile dei giovani. Quello del nuovo Pelé Neymar e del tanto decantato Ganso. Più Pato, Robinho, Lucas e chi più ne ha più ne metta. Un’armata di frombolieri. Risultato?

Tutti a casa. Zero gol in 120 minuti contro il Paraguay dello sconosciuto Justo Villar, portiere 33enne dai mille tentacoli, svincolatosi a costo zero dal Valladolid (serie B spagnola!).
Ok, una manciata di partite non bastano per valutare un giocatore. Ma se dovessimo basarci sulla Coppa America, il giudizio sarebbe impietoso. Mai il mercato e il campo sono stati così distanti. Il fenomeno Neymar, per cui il Real ha già pronta una valigetta da 45 milioni di euro, è il pulcino spettinato visto in Argentina? A Madrid si stracciano già le vesti. E a Ganso qualcuno ha spiegato che nel calcio bisogna correre? Forse toccherà ad Allegri farlo. Anche se al Milan già tentennano. Il Santos chiede 40 milioni e sebbene il prezzo sia destinato a scendere, qualche dubbio resta. Paradossalmente a uscirne meglio è Lucas, 19enne per cui il San Paolo ha fissato una clausola rescissoria da pazzi: 80 milioni di euro (ma a 25 lascerebbe il Brasile a piedi). Ha fatto faville? Macché. Semplicemente ha giocato così poco da non poter essere messo sotto accusa.

Poco più in giù, piangono anche i figli di Maradona. Sembrava tutto scritto: la coppa alzata in casa dopo 18 anni di astinenza, con Messi a recitare la parte del nuovo Diego. E invece il copione ha deviato sul melodramma. Facendo piovere lacrime a un’intera nazione. La selezione di Batista, oltre alla Pulce, ha tra le sue fila Carlos Tevez, Sergio Aguero, Javier Pastore, Ezequiel Lavezzi. Quattro dei nomi più caldi del mercato. Eppure contro l’Uruguay nemmeno in 11 contro 10 è arrivato il gol vittoria. Anzi, l’Apache (in procinto di passare al Corinthians per una cifra vicina ai 50 milioni di euro!) ai rigori si è lasciato ipnotizzare da Muslera. Errore fatale.

Il Kun, per cui l’Atletico chiede 45 milioni (andrà al City, dopo aver illuso la Juve), ha fatto bene con Bolivia e Costarica, ma è mancato all’appuntamento decisivo nei quarti. E chissà se Zamparini troverà qualcuno disposto a staccargli un assegno da almeno 40 milioni per l’acerbo Pastore. Di sicuro i 31 milioni per portare il Pocho Lavezzi via da Napoli potrebbero non vederli mai dalle parti del Vesuvio. Dopo una Coppa America così, non c’è da stupirsi. Nella lista aggiungiamo pure Ever Banega, eterna promessa della mediana albiceleste. L’Inter lo valuterebbe come alternativa al giovane Casemiro. Ma dopo le scialbe prestazioni in Argentina, la scelta cadrà gioco forza sul brasiliano. A scatola chiusa. E non è un eufemismo.