Costanzo: resto a Mediaset e vado anche in carcere

Accordo fatto tra il giornalista e l’azienda: da settembre condurrà «Buon pomeriggio» e «Altrove», un reality dentro un penitenziario

Paolo Scotti

da Roma

Pace fatta, capo ha. Prima settimane di dissapori e brontolii; ora accordo generale e ben due programmi nuovi di zecca. Si è ricomposta così la crisi Costanzo-Mediaset: quella che, anticipata dai poco lusinghieri apprezzamenti di Barbara Berlusconi e proseguita con le proteste dei giornalisti del Tg5, rischiava di sfociare nella minacciata rottura (più minacciata che meditata, probabilmente) fra l’azienda privata ed uno dei suoi volti simbolo. «Sì: avevo realmente pensato di andarmene alla Rai o a La7 - conferma Maurizio Costanzo -. E Maria De Filippi sarebbe voluta venire via con me. Poi tutto si è sistemato: venerdì ho incontrato Piersilvio Berlusconi e oggi sono qui a presentare due novità».
I frutti dell’accordo si chiamano Buon pomeriggio e Altrove: ovvero il programma pomeridiano che, dal lunedì al venerdì alla 17 su Canale 5, prenderà il posto di Verissimo (che diventerà settimanale, al solo sabato pomeriggio), e un nuovo tipo di reality, più giornalistico che voyeuristico, «per la prima volta in assoluto ambientato in un carcere». «Sono esattamente 30 anni che mi trovo davanti alle telecamere - considera oggi Costanzo -, anche per questo sentivo il bisogno di tornare al mio vero mestiere: quello del giornalista. Non a caso Buon pomeriggio si ricollega nel titolo alla trasmissione radiofonica che, per più di due anni di successi, condussi con Dina Luce. Anche stavolta mi occuperò della cronaca, dell’attualità: andremo in onda dal Parioli di Roma alla presenza del pubblico, e coinvolgeremo con vari collegamenti i direttori dei principali quotidiani». Buon pomeriggio ha rappresentato la felice soluzione compromissoria che ha sedato i malumori del Tg5: «Verrà infatti proposto, a partire dal 18 settembre, dalla nuova sigla Mcs-Videonews: collaborazione fra la direzione di Costanzo e le redazioni, romana e milanese, della testata che si occupa dei programmi d’approfondimento», spiega il responsabile dell’informazione Mediaset, Mauro Crippa. «Lo sciopero minacciato dai giornalisti del Tg5 non era contro di me - precisa Costanzo -, ma contro Mediaset». «Essi temevano che lo spazio di Verissimo, che un tempo era stato loro, venisse occupato da giornalisti esterni. Ma quando si è definito che il giornalista in questione fosse Costanzo - spiega Crippa - tutto si è appianato».
La vera novità della ritrovata pace aziendale, però, sarà Altrove, al via su Italia 1 dalle 23,15 del 3 ottobre. «Non mi risulta che mai, su nessuna tv del mondo, sia stato tentato un esperimento simile - osserva infatti Costanzo -. L’idea ci è venuta grazie a un servizio che Fabio Venditti, col quale da un anno lavoro al progetto, fece nel carcere di Giulianova. Combinammo un incontro segreto, qui al Parioli, fra il camorrista Mario Savio e suo figlio, entrambi detenuti ma in due carceri diversi, in modo che il padre potesse dissuadere il figlio dal seguire le sue orme. Ne è nata una fruttuosa collaborazione col giudice Tinebra e con la polizia penitenziaria, e quindi l’idea di dare più organicamente voce ai detenuti». Ambientato nel carcere di Viterbo, in onda per quattro terze serate a settimana di mezz’ora ciascuna (con le telecamere nelle celle, nei cortili, durante le ore d’aria, a catturare dialoghi e storie dei carcerati) e infine con una seconda serata condotta da Costanzo nel teatro della stessa prigione, Altrove non sarà - ovviamente - un reality nel vero senso della parola. «Intanto perché non potremo buttar fuori nessuno grazie a delle nomination - scherza il conduttore -, ma soprattutto perché il tono sarà più serio, più giornalistico. Qualcuno sospetta un eccesso di cinismo? Al contrario: noi diamo ai detenuti ciò che essi desiderano sopra ogni altra cosa. Comunicare con l’esterno». Esclusi a priori dalla trasmissione saranno i mafiosi detenuti a regime duro, i pedofili e i casi più gravi; se l’esperimento funzionerà dal prossimo anno si allargherà anche alle carceri femminili.
E Buona domenica? Che fine farà? «Non mi occuperò più, a nessun titolo, della parte varietà del programma - annuncia Costanzo, il cui posto, a partire dal 17 settembre, sarà invece preso da Paola Perego -. Mi riserverò uno spazio per le mie interviste intitolato Conversando. Ho chiesto io di essere esonerato dalla parte varietà».