COSTANZO SI «VENTURIZZA», BONOLIS MIGLIORA

Con l'inizio di Buona domenica (Canale 5, ore 13,35) e il ritorno di Serie A di Bonolis dopo una settimana di sosta per la partita della Nazionale, il pomeriggio festivo della rete ammiraglia di Mediaset ha acquisito la sua fisionomia standard, che manterrà per il resto della stagione. Logica la curiosità per il debutto del contenitore domenicale di Costanzo al ripieno di calcio, con la necessità di ricalibrare tempi e spazi dei partecipanti alla consueta compagnia stabile. Ma alla resa dei conti, a confermare l'idea che il can can sui rivolgimenti calcistico televisivi di questa stagione è stato più fumo che arrosto, anche Buona domenica in versione football non ha offerto grosse sorprese o emozioni inaspettate. Con semplice pragmatismo, Costanzo non ha fatto altro che ricalcare il modello Quelli che il calcio, mettendo una propria batteria di inviati in tre stadi prescelti per i collegamenti principali: Giampiero Mughini e Raffaello Tonon a Empoli, Luigi Necco affiancato da Max e Angelo a Messina e Giacomo Crosa e Antonio Giuliani all'Olimpico di Roma. Contemporaneamente, nello studio, una parte dei partecipanti fissi al programma (come Luca Laurenti e i Fichi d'India) si immolavano all'esigenza di fare di necessità virtù (e risparmio di costi), guardando le altre partite davanti ai monitor e dando conto dei gol. Qualche lazzo, qualche battuta, qualche goliardata, tutto richiamava in fotocopia lo schema vincente di Quelli che il calcio anche se con un Gnocchi in meno e la sensazione che tutto diventi troppo presto ordinaria routine, senza il necessario sprint. L'unica novità consiste nell'interrompere persino le canzoni nel momento in cui si segna un gol, è capitato a Laurenti che ha poi ripreso la melodia là dove era stato costretto a fermarsi. Il resto procede secondo il copione collaudato in anni di pomeriggi domenicali: non c'è Costantino ma un altro belloccio, Giuseppe Lago, c'è Platinette con il suo spazio telefonico, ci sono i comici, il gossip di Signorini, Orietta Berti, Roberta Capua, Cecchi Paone, con l'aggiunta del ritorno di Paola Barale. Poi alle 18 ha ripreso Serie A di Bonolis con una formula decisamente snellita, i servizi con i gol subito all'inizio, a seguire i commenti della Gialappa's, anticipati rispetto a due settimane fa. Eliminate le interviste agli allenatori, che del resto si vedono in precedenza su Italia 1, e ridotte in misura sensata le chiacchiere. Così la prima ora di Serie A finisce per assomigliare a Novantesimo minuto, ed è un altro tributo pagato a un modello di tv vincente che era stato abbandonato troppo presto inseguendo le chimere della novità a tutti i costi.