Le coste italiane? Si controllano dall’Eur

Basta una telefonata al 1530 perché la nuova sala operativa localizzi l’Sos

Massimo Malpica

Spiagge e mari ancora più sicuri da quest’anno, grazie alle virtù nascoste di un accessorio tecnologico ormai irrinunciabile come il telefonino. Chi resterà in panne con la propria barca in un punto imprecisato al largo del Circeo o di Ostia non dovrà affannarsi a trovare un qualche improbabile punto di riferimento per aiutare la Guardia costiera a rintracciarlo. Sarà la stessa telefonata al numero (gratuito) 1530 a permettere al personale della centrale operativa di sapere esattamente dove si trova chi chiama, per smistare la richiesta di aiuto alla competente Capitaneria di porto e quindi spedire velocemente e a colpo sicuro gli uomini del soccorso in mare. Tutto proprio grazie al telefonino che, con la collaborazione offerta dagli operatori di telefonia mobile alla nuova centrale inaugurata ieri all’Eur, nella sede del ministero delle Infrastrutture, in caso di Sos comunica anche la propria posizione, rendendo immediata la localizzazione del «navigatore» in difficoltà.
Al «battesimo» della supertecnologica sala operativa, quartier generale della Guardia Costiera, con i piedi ben piantati sulla terraferma della capitale, erano presenti il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi e il comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, l’ammiraglio Luciano Dassati, che hanno spiegato la nuova «funzionalità» del numero 1530, attivo non solo per le emergenze in mare ma per segnalare qualsiasi problema sulle coste, come i natanti a motore che scorrazzano troppo vicini alle spiagge.
E la nuova sala operativa, da Roma, non vigilerà solo sulle coste e sulle isole laziali, ma l’occhio elettronico della Guardia costiera piazzato nel cuore dell’Eur spingerà la sua vista sul mare che circonda tutta la penisola per garantire i servizi di salvataggio, oltre a coordinare le operazioni aeronavali di ricerca e soccorso, anche internazionali, quelle di polizia marittima e i compiti di prevenzione e intervento in caso di inquinamento.
Ma se, come ha ricordato il ministro Lunardi, la nuova centrale operativa «ha l’obiettivo di rendere sempre più sicure le nostre coste», i risultati e le cifre dell’attività della Guardia costiera erano lusinghieri anche in passato: solo l’anno scorso in tutta Italia 15.221 persone sono state tratte in salvo grazie ai mezzi e agli uomini del soccorso in mare. Che adesso, però, riparte dalla sala hi-tech dell’Eur, confidando nella crescente disinvoltura con cui soprattutto i ragazzi trattano le nuove tecnologie. Così l’ammiraglio Dassatti spiega che la Guardia costiera per il suo ricambio generazione, dopo il passaggio dalla leva al professionismo, scommette sulla «Playstation generation»: «Le nostre macchine - racconta - sono come giochi, hanno gli stessi principi, e per i nostri giovani è molto più facile essere addestrati perché arrivano “già imparati”».