Costello «chiude» Villa Adriana

Si chiama Declan Patrick MacManus. Un nome che sa di cornamuse e di whiskey invecchiato. E invece Declan di irlandese ha solo lontane origini ed è a tutti gli effetti un londinese. E tanto per mettere le cose in chiaro, è noto nel mondo intero con il nome di Elvis Costello. Stasera suonerà a Tivoli, per la chiusura ufficiale del «FestiVAl» organizzato dall’Auditorium Parco della Musica e ospitato a Villa Adriana. Costello sarà sul palco con gli Sugarcanes, la band con cui ha inciso il recente Secret, profane & sugarcane.
Attivo dagli anni '70, il cantautore britannico ha attraversato quattro decenni mostrando le sue capacità camaleontiche. Avvicinato inizialmente alla new-wave, nel periodo in cui ancora risentiva delle ultime scorie del punk, Costello ha poi sfiorato vari generi musicali, mantenendo sempre intatte le peculiarità della sua scrittura. Testi estremamente raffinati, ricchi di scelte verbali fuori dal comune vocabolario pop. Una discografia complessa, caratterizzata da album molto diversi tra loro e da collaborazioni eccellenti: lavori scritti a quattro mani con Burt Bacharach (Painted from memory, del 1988), con Bill Frisell (The sweetest punch, dello stesso anno), e ancora con Allen Toussaint (The river in reverse, del 2006). E poi una lunga collaborazione con Paul McCartney, che a un certo punto ha portato i critici a ribattezzarlo «il nuovo John Lennon»: Costello e l’ex Beatles hanno scritto insieme una decina di pezzi, sparsi tra dischi dell’uno e dell’altro, tra il 1987 e il ’96. Tornando alla produzione più recente, Costello ha voluto produrre Secret, profane & sugarcane a Nashville, culla del folk americano. È il 29° album di studio e naturalmente risente delle atmosfere musicali in cui è nato. Disco completamente acustico, è permeato di jazz, di country e di bluegrass. Ed è un ritorno al passato, visto che dal 1986 (King of America) Costello non dava vita a un disco privo di strumenti elettrici. Il cantautore londinese lo presenterà dal vivo, a Villa Adriana, con una band di sei elementi: Jerry Douglas al dobro, Jim Lauderdale alla chitarra, Dennis Crouch al basso acustico, Mike Compton al mandolino, Stuart Duncan al violino e Jeff Taylor alla fisarmonica.
Costello è figlio di Ross MacManus, musicista e trombettista, noto anche in Italia con lo pseudonimo di Day Costello. Nel 1970 incise una versione italiana di The long and winding road, dei Beatles, trasformata in La lunga strada che. MacManus senior ha suonato più di una volta sui dischi del figlio e, in un surreale gioco di rimandi e citazioni, ha inciso un album di cover di Elvis Presley, intitolato Elvis’ dad sings Elvis (il papà di Elvis canta Elvis). Bizzarri i MacManus.