Costerà a Milano sei milioni di euro

Un conto salatissimo: sei milioni e 200mila euro. Tanto costerà, alla sola città di Milano, il referendum sulla fecondazione assistita.
Tutti a carico dell’Amministrazione dello Stato, come precisa la proposta di delibera presentata dall’assessore Giancarlo Martella. La spesa maggiore è per le quasi 203mila ore di lavoro straordinario richieste ai vari Uffici e Settori comunali. Che, a una media di 16,50 euro all’ora, fanno in totale 3 milioni 346mila e 464 euro. Per far funzionare gli uffici elettorali (1.253 sezioni, per altrettanti presidenti e quattro scrutatori) serviranno oltre 1 milione e 157mila euro.
Soltanto per «inviare gli assegni ai componenti del seggio» ci vorranno altri 4mila euro. Per la contabilità 8mila ore di straordinari del Settore Contabilità di Palazzo Marino. Ci vorranno 55mila euro (110 milioni di lire) per la «disinfezione e disinfestazione nelle sedi scolastiche sedi di seggio» e 200mila per le «opere edilizie». In più 3.900 ore di straordinari per la manutenzione strade e 500 per il «presidio e il pronto intervento» del Servizio elevatori (gli ascensori).
E per consentire il regolare svolgimento delle operazioni di voto i «ghisa» dovranno sottoporsi alla bellezza di sessantamila ore di straordinario.