Costi altissimi e molte difficoltà tecniche

«Vede quel Taglio di Fontana? In termini di mercato vale molto ma molto di più del Trittico del Crivelli che ho appena restaurato». Nel suo laboratorio milanese, Barbara Ferriani rivela le debolezze segrete dell’arte moderna e contemporanea e ne conferma anche le altissime quotazioni, strettamente legate ai costi di restauro. «Fontana - dice - per fortuna è forse l’ultimo dei grandi artisti-artigiani, conosceva bene i materiali e i suoi Tagli si conservano, al massimo sono da pulire. Non così Burri: le Combustioni fatte con la plastica bruciata si degradano con la luce e la temperatura. Un Cretto bianco che ho appena restaurato dovrà essere difeso dal caldo e schermato dai raggi Uva e infrarossi». I candidi Achrome di Piero Manzoni realizzati con batuffoli di cotone si sporcano con la polvere e l’inquinamento atmosferico. Ovviamente non si possono lavare. Barbara Ferriani li ripulisce usando il laser. Costoso. Ma ci sono opere anche più deperibili. Un problema serio lo deve affrontare la Galleria di Arte Moderna di Roma con le sculture di Pino Pascali fatte di riccioli di plastica e di lana di vetro (che sono poi gli «scovolini» e le comuni «pagliette»). L’umidità atmosferica sta provocando la rapida ossidazione delle «pagliette» che arrugginiscono e si sbriciolano. Anche in questo caso si pone una scelta non facile: lasciare che la corrosione prosegua o sostituire la lana di vetro, praticamente «clonando» l’opera, fino a creare un falso?