«Costi del lavoro, l’Italia è la più competitiva»

da Roma

Italia economicamente allo sfascio? Forse le prospettive non sono così negative, almeno stando al rapporto presentato dalla società di revisione statunitense Kpmg, entità che coordina il network globale di società di servizi professionali, presente in 144 Paesi del mondo e in 717 città con oltre 104mila professionisti e ricavi per 15,7 miliardi di dollari. Il nostro Paese si colloca, infatti, al quinto posto tra le nazioni con i minori costi per avviare un’attività imprenditoriale e addirittura al primo posto tra i partner europei per il costo del lavoro. Nel confronto generale su costo del lavoro, tassazione, costi energetici, trasporti, imposizione fiscale, tra i nove Paesi industrializzati presi in esame (in Nord America, Europa e Asia), dall’edizione 2006 del Competitive Alternatives Study, Kpmg mette al primo posto Singapore con un coefficiente di 77,7; al secondo posto il Canada e al terzo la Francia che precede Olanda e appunto l’Italia. Seguono Regno Unito e Stati Uniti, settimi in classifica generale. La Germania risulta invece le nazione dove i costi d’impresa sono più elevati.
Per quanto riguarda invece il costo del lavoro - che rimane la principale variabile di costo per le imprese di tutti i settori -, l’Italia è il Paese europeo dove salari, stipendi e assistenza a carico del datore di lavoro registra il valore più basso. Se invece si analizza il campione dei nove Paesi il Belpaese si colloca al terzo posto della graduatoria dopo Singapore e Canada. Nel confronto tra le città, invece, Singapore si conferma come la più conveniente: seguono Montreal, Atlanta, Toronto, Tampa. Per l’Europa, prima in assoluto Amsterdam.