Costi della politica, ecco i tagli Ridotti vitalizi e rimborsi spese

La politica prova a risparmiare. Riduzione dei vitalizi e impossibilità di accomularli con altre indennità. Basta con i rimborsi spese per i viaggi all'estero. Tutto in vigore dalla prossima legislatura

Roma - Via libera dell’ufficio del consiglio di presidenza del Senato alle delibere che tagliano i vitalizi dei senatori, nell’ambito degli interventi sulla riduzione dei costi della politica. L’ufficio di presidenza di palazzo Madama era riunito in contemporanea con quello della Camera. Ecco cosa cambia con le delibere approvate dal consiglio di presidenza del Senato.

Nuovi requisiti per il vitalizio Il vitalizio potrà essere percepito solo a 65 anni. Potrà averlo a 60 anni solo chi abbia svolto il mandato elettorale per almeno 10 anni effettivi

Cinque anni di mandato Dalla prossima legislatura il diritto al vitalizio potrà essere maturato solo se si è stati parlamentari per cinque anni effettivi, qualunque sia il numero di legislature in cui il mandato si è svolto. Per non penalizzare i parlamentari nel caso del cosiddetto "scioglimento tecnico" (cioè dell’anticipazione delle elezioni di pochissimi mesi), si è concordato che una frazione di almeno 6 mesi dovrà essere computata per un anno: saranno quindi sufficienti in quel caso 4 anni e mezzo per ottenere la pensione.

Soppressione del riscatto Dalla prossima legislatura non sarà più possibile, come oggi accade, ai parlamentari riscattare il vitalizio in caso di fine anticipata della legislatura. Resta in vigore la disposizione per cui è riconosciuto il diritto alla restituzione dei contributi ai parlamentari che non raggiungono il requisito minimo per maturare il vitalizio.

Diminuisce l'entità del vitalizio Attualmente, il vitalizio può variare da un minimo del 25% al un massimo dell’80% dell’indennità parlamentare lorda: ciò resta invariato per i parlamentari in carica. Per chi inizierà il mandato dalla prossima legislatura entrerà in vigore una nuova tabella, con una progressione dal 20 al 60%. In pratica, si parte da un minimo del 20% con 5 anni effettivi di mandato, e si aggiungerà una quota del 4% per ogni anno dal sesto al 15esimo. Per tutti coloro che proseguiranno il mandato oltre il 15esimo anno l’aliquota non crescerà più, restando ferma al nuovo tetto del 60%. L’effetto finanziario di questa misura è una riduzione del vitalizio per chi avrà meno di 8 anni effettivi; invece resta invariato per chi ha 8 anni, ed aumenta per chi ha tra 9 e 17 anni. Per i mandati più lunghi la decurtazione arriverà al 60%, determinando una significativa riduzione dell’onere complessivo per il bilancio delle Camere. Dal punto di vista politico, spiegano i Questori, ci sarà una perequazione rispetto alla normativa finora in vigore che avvantaggia ingiustamente i parlamentari che abbiano svolto meno anni di mandato.

Basta cumulo Attualmente il vitalizio viene sospeso se si viene rieletti parlamentari nazionali o si viene eletti parlamentari europei o consiglieri regionali. La nuova normativa prevede di estendere la sospensione tendenzialmente a tutti gli incarichi di natura politica che comportano emolumenti a carico del bilancio dello Stato e di altri enti pubblici, purchè per tali incarichi siano previsti emolumenti pari o superiori al 40% dell’indennità parlamentare lorda. Oltre a quelli di governo, determinano la sospensione del vitalizio i seguenti incarichi: assessore regionale, presidente di provincia o sindaco di comune oltre una certa soglia di popolazione ed incarichi incompatibili con quello di parlamentare. Sono, in particolare quelli di presidente della Repubblica, di giudice costituzionale, di membro del Csm, di componente di altri organismi di autoamministrazione delle magistrature amministrative, contabile, tributaria e militare, di presidente del Cnel, di componente di Authority e di componente del Cda Rai. Resta comunque il diritto di optare tra l’indennità ed il vitalizio.

Dalla prossima legislatura Tutte, tranne quella della sospensione del vitalizio: questa sarà applicata perda questa legislatura relativamente a tutti gli incarichi assunti dopo l’1 gennaio 2008.

Stop ai rimborsi per viaggi all'estero Dal 1 gennaio di quest’anno i parlamentari non avranno più diritto ai circa 3mila euro annui a titolo di rimborso spese per viaggi internazionali e di aggiornamento.