La Costituzione vista alla moviola

Riccardo Re

«Purtroppo, invece delle virtù Repubblicane nel mio campo assistiamo alla rappresentazione dei difetti e dei vizi più spaventosi del basso Impero». Così Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria e della fondazione Garrone esordisce nel presentare un ciclo di conferenze sulla costituzione battezzato appunto «Le virtù Repubblicane». Otto incontri, organizzati dalla Fondazione Garrone, in cui si discuteranno alcuni dei valori condivisi della nostra Carta costituzionale per festeggiare i sessant’anni della Repubblica. Valori che spesso si considerano lontani dalla vita di tutti i giorni ma che i promotori si promettono di riportare alla quotidianità, nella speranza, appunto, di dissuadere i vizi del basso impero.
«Un’iniziativa di grande importanza perché non sempre si dimostra di avere una cultura all’altezza dei valori politici e ideali della Costituzione» dichiara il sindaco Giuseppe Pericu in veste di giurista.
Gli incontri, precisa Vittorio Bo, membro del comitato scientifico della fondazione, non saranno accademici né politici. Non si parlerà degli articoli revisionati e oggetto del referendum confermativo di giugno che appartengono alla seconda parte, ma si discuterà solo la prima parte, quella dei principi fondamentali condivisi da tutti. Si inizierà il 15 maggio con un incontro sugli articoli 1, 2 e 3 per una prima discussione su «Democrazia Diritti, Doveri e Uguaglianza». I temi successivi ruoteranno intorno a «lezioni di civiltà», dove si discuterà di famiglia, uguaglianza religiosa, lavoro, scuola, stampa, salute e comunicazione. Il progetto è nato da Antonio Calabrò, membro del comitato scientifico della Fondazione Garrone, ed è stato presto accolto da Emanuela Minnai e Maurizio Luvizione, che hanno sviluppato l’idea. Ci si affida a grandi personalità, per lo più intellettuali italiani pronti a parlare di fronte a un numeroso pubblico, che i promotori si augurano composto soprattutto di giovani.
Tra gli interventi ci sarà anche quello di Pericu, che non sorride più di tanto alla battuta di uno dei presenti: «I relatori indicati nel programma sono tutti confermati, anche se qualcuno, da qui a poco, avrà un incarico governativo». E sul toto-cariche si fa avanti anche Garrone: «Ho già scommesso quindici giorni fa che il presidente della Repubblica sarà Napolitano, credo vada benissimo, mi sembra anche in ottima salute». A ottantun’anni, si sa, la salute è la cosa più importante.