«Costretta ad imporre un luogo, nessun Municipio la voleva ospitare»

«Ai cittadini e ai volontari delle associazioni sportive e di volontariato del Lagaccio che lamentano un'imposizione dall'alto per la scelta dell'area sulla quale costruire la moschea, dico soltanto che questa era l'unica via percorribile. Ci sarebbero state altre zone dove realizzare il minareto oltre a quella del porto. E le abbiamo pure prese in considerazione. Alla fine, però, quella più idonea è stata quella. Sono stata costretta a imporre dall'alto la mia scelta perché nessun presidente di municipio mi avrebbe detto sì alla moschea che, tuttavia, è un diritto per i musulmani». Come dire: ai rappresentanti delle varie circoscrizioni genovesi, e quindi agli stessi cittadini , di centrodestra o centrosinistra, proprio la costruzione di un luogo di culto musulmano non piace. Evidentemente non sono d'accordo con il sindaco. Vabbè. Allora decido lo stesso. Come piace a me. È l'ultimo ragionamento di Marta Vincenzi che ieri, dopo la riunione di giunta, ha continuato a esternare sulla moschea precisando pure che Tursi non ci metterà nemmeno un euro. Ci mancherebbe pure. «Il Comune - ha continuato il sindaco - non tirerà fuori un euro. L'opera sarà pagata dalla comunità islamica. Venderanno l'immobile di Coronata. Pagheranno poi un canone di concessione di suolo pubblico, che sarà a lungo termine, a Palazzo Tursi. In cambio vogliamo garanzie che verranno messe nero su bianco sul contratto studiato dai nostri uffici e dall'avvocatura comunale. Finora l'iter non è cominciato, ma lo studio del progetto sarà avviato nelle prossime settimane. I responsabili della comunità islamica mi hanno già anticipato che ritengono quello del Lagaccio un buon progetto». La scarpata di proprietà dell'Amiu vicino all'area scelta da Vincenzi potrebbe essere utilizzata per la realizzazione di ulteriori parcheggi e non è escluso che la comunità islamica voglia anche acquistare altre aree intorno di proprietà di privati. Potrebbe diventare, quindi, un'area dedicata ai fedeli musulmani tra le più importanti d'Italia. «Incontreremo anche le associazioni e i cittadini del Lagaccio - arriva a dire il sindaco - ma l'importante sarà pensare l'opera in positivo».
Ieri in giunta Marta Vincenzi ha inoltre chiesto un'indagine sulle tariffe di iride per il gas e l'acqua, l'assessore Pastorino ha annunciato il via ai lavori per i 23 ascensori rotti alle lavatrici di Begato per una spesa iniziale di 200mila euro e totale di 700mila, l'assessore Ranieri ha spiegato che il Comune stamperà 200mila depliants informativi per favorire il dibattito pubblico dei prossimi mesi sui tracciati autostradali per la gronda di ponente.