Costringe la dipendente a un rapporto orale Lei prima lo morde e poi lo denuncia

Un uomo di 54 anni, N.C., titolare di un’impresa di pulizie, è stato arrestato dai carabinieri di Busto Garolfo con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una dipendente di 39 anni. La donna non si è però persa d’animo e, costretta a un rapporto orale, lo ha morso sul più bello.
La sera del 24 luglio N.C. aveva sorpreso la donna sola all’interno del municipio di San Giorgio su Legnano, di cui la ditta curava le pulizie, avrebbe iniziato a «molestarla con apprezzamenti lascivi e con esplicite proposte sessuali, accompagnate da proposte di migliori condizioni di lavoro» poi sarebbe passato ai fatti, pretendendo con la forza un rapporto orale, dopo aver chiuso a chiave l’uscita della stanza in cui i due si trovavano. La donna ha finto di cedere, salvo poi azzannare l’uomo provocandogli «lesioni epiteliali-vascolari con immediate perdite ematiche». Dopo aver lasciato l’uomo dolorante che gridava «Mamma che male! Mamma che male!», il giorno dopo ha sporto denuncia. L’uomo, interrogato dai carabinieri, si è difeso dichiarando che la donna era consenziente. Ma, come rilevato dal Gip, la circostanza che la donna sia stata obbligata «si desume inequivocabilmente dai rilievi fotografici del glande, che presenta ferite lacero-contuse riconducibili al morso», ma non solo: «Se così non fosse - ha precisato il giudice - non si comprenderebbe perché la donna avrebbe dovuto infliggere tali ferite che con certezza, per nozione di comune esperienza, hanno provocato un dolore incompatibile con il piacere raggiunto dall’indagato, come da questi inverosimilmente dichiarato».