Costruttori-sindaco: è guerra

Marta Vincenzi contro i costruttori. Il costruttore contro Marta Vincenzi. Duro botta e risposta a distanza tra il sindaco e Davide Viziano dopo un’intervista rilasciata ieri dal primo cittadino al quotidiano la Repubblica nel quale Vincenzi attaccava: «A Genova la maggior parte dei grandi costruttori, penso a nomi come Viziano e Fossati, sono esclusivamente orientati sul mattone». Scelte sbagliate che non si sposano con la città, quelle dei costruttori genovesi «colpevoli», secondo Vincenzi, di non condividere il suo punto di vista sulla Genova del futuro «non fatta di nuove case in collina, con giardino e box sotterraneo per andare incontro al presunto sogno medio borghese». La replica di Viziano è arrivata ieri pomeriggio con una lettera che l’imprenditore ha inviato al sindaco. È inaudito - scrive Davide Viziano - che, a fronte di legittime critiche avanzate alla amministrazione per le scelte dalla stessa operate in tema di urbanistica nella mia qualità di presidente della Consulta edilizia e vicepresidente di Ance Genova si sia risposto con un attacco personale tanto gratuito, quanto immotivato e veemente».
Replica decisa che non salva il primo cittadino su nessuno dei fronti sui quali ha tentato di attaccare i costruttori: «Ancora una volta è emerso che in questa città non è consentito avanzare, civilmente, opinioni diverse da quelle della Signora Sindaco senza venire immotivatamente apostrofati - attacca Viziano -. Credo che una storia cinquantennale di presenza attiva e di grandi realizzazioni da parte della nostra famiglia a Genova sia la migliore risposta».
L’altra risposta sono l’elenco dei principali lavori effettuati in città: «Abbiamo operato nel recupero del centro storico, nel restauro di storici palazzi, abbellito piazze e strade fatiscenti, realizzato alberghi in edifici abbandonati portando lustro, lavoro e benessere alla città e, perché no, anche parcheggi che hanno contribuito a togliere macchine dalla strade» continua la sua disamina l’ingegnere che conclude, «i sindaci passano, le aziende professionali e serie e le famiglie cocciute come la nostra restano e non saranno certo le intimidazioni del sindaco che ci faranno cambiare strada».