Costruzioni: verso l’ottavo anno di crescita

da Milano

Il settore delle costruzioni, in Italia, cresce anche nel 2005 e continuerà a crescere nel 2006. Queste le stime contenute nell'Osservatorio congiunturale dell'Associazione nazionale costruzioni edili, presentato ieri dal presidente Claudio De Albertis. «Siamo di fronte al ciclo di crescita delle costruzioni più lungo degli ultimi 35 anni - dice De Albertis - anche nel 2005 il settore delle costruzioni continua a crescere: più lentamente rispetto al 2004, ma continua a crescere. Secondo le nostre valutazioni, i livelli produttivi del settore aumentano nel 2005 dell'1,5% (più 3,1% nel 2004) facendo segnare il settimo anno consecutivo di trend positivo. Le nostre previsioni per il 2006 sono ancora positive sebbene il tasso di crescita rallenti ulteriormente (più 1%)». Il settore delle costruzioni fa da traino per l'economia e per l'occupazione in Italia. Dal 1999 a oggi gli investimenti in costruzioni sono cresciute del 23%, rispetto a una crescita del Pil di circa il 9%. A livello occupazionale, il settore ha segnato un incremento del 30,4% negli ultimi sette anni, raggiungendo 1.922.000 occupati nel primo semestre 2005, rispetto ad una crescita dell'occupazione nel suo complesso del 10,3%. I prezzi delle abitazioni in Italia si manterranno sostanzialmente stabili, anche perchè dal 1997 ad oggi sono aumentati meno rispetto a quelli di Francia, Regno Unito e Spagna. L'Osservatorio sottolinea che negli ultimi anni il mercato immobiliare italiano è stato vivace e la ripresa iniziata nel 1998 è ancora in atto. «L'analisi sull'andamento dei prezzi delle abitazioni, anche in confronto con i mercati europei e internazionali, - spiega De Albertis - fa ritenere che non vi siano, in Italia, le condizioni per una caduta dei prezzi delle case. Si potrà verificare un assestamento dei valori immobiliari, ma è altamente improbabile un crollo». Infine è stato calcolato che occorrono dieci anni e mezzo di stipendio per comprare casa, due in meno di quanti ne servivano 15 anni fa, quando una famiglia doveva impegnare 12,7 annualità di reddito per diventa proprietaria dell'abitazione. Nonostante la corsa dei prezzi, che hanno fatto un balzo del 69% negli ultimi 9 anni, puntare sul mattone conviene ancora, secondo l'Ance. Anzi, oggi la rata dell'eventuale mutuo - evidenzia uno studio dell'associazione dei costruttori - pesa meno rispetto agli anni '90, a parità di condizioni.