La cotoletta più forte delle mode

L’equazione è: crescono le comunità straniere e diminuisce la popolazione locale. Crescono attività legate a questo fenomeno (macellerie kosher, musulmane, cinesi, cingalesi, eritree) con sempre minor spazio per le attività tradizionali.
Ecco tradotto in sintesi il fenomeno della presunta estinzione della cotoletta milanese (preparazione derivata dalla Wienher-snizel) denunciato dai media e dovuto al proliferare dei ristoranti cosiddetti etnici, gonfiati dalla moda, che propongono cous-cous-sushi-sashimi-paella-bistecche di coccodrillo piuttosto che ali di farfalla o nidi di rondine pubblicizzati con enfasi accattivante dai soloni della gastronomia.
Per contro, nel mio locale non ho avuto nessuna flessione nella domanda della cotoletta, principessa della gastronomia, anche se i soliti dispensatori di allarme sui prezzi, attraverso le pubblicazioni di tabelle compilate con scarsa professionalità collaborano (forse per partito preso) alla sua estinzione con allarmismi fuori misura. Senza contare che il visitatore per lavoro o per turismo, che soggiorna a Milano, intelligentemente richiede di poter gustare le specialità locali che rappresentano non poca attrattiva e sicuramente parte non secondaria della sua cultura.
titolare del ristorante
«Al Matarel»