Cotral compra a peso d’oro le biglietterie-flop

Per le migliaia di pendolari laziali che ogni giorno utilizzano i caratteristici pullman blu della Cotral per spostarsi all’interno del territorio regionale (per motivi di studio, lavoro, eccetera), il colore arancione delle vecchie macchinette validatrici è ormai familiare. Perché quella «scatolina» per obliterare il biglietto una volta saliti a bordo, posizionata su una colonnina, è la stessa da anni ormai. Spesso non funzionante, graffiata o rovinata. E chissà come reagiranno i pendolari nell’apprendere che per sostituirle tutte la Regione ha già stanziato - con la determinazione dirigenziale «B. 0962» del 5 marzo 2007 emanata dalla Direzionale regionale trasporti - la bellezza di 24 milioni e 600mila euro. Peccato che da allora nulla sia cambiato.
L’altra sorpresa della faccenda arriva dalla scoperta del destinatario di questa cifra: Atac spa, ovvero l’agenzia per la mobilità capitolina, che dovrà esportare sui pullman della Cotral il sistema di bigliettazione elettronica (sbe) attualmente in uso su bus, metropolitane e ferrovie regionali. Lo stesso, cioè, più volte al centro delle polemiche.
Nella determinazione dirigenziale infatti si prende atto del contratto di appalto stipulato tra Atac e la Erg limited spa, per la «realizzazione e fornitura in opera del sistema di bigliettazione elettronica per la Regione Lazio e del sistema di clearing centrale». Così come stabilito, cioè, dall’accordo «transattivo» del 2 agosto 2006 tra Atac, Cotral ed Erg che prevede il pagamento di 20 milioni e 500mila euro più Iva (per un totale, appunto, di 24 milioni e 600mila euro) per «le forniture sia hardware che software, l’installazione, il collaudo e ogni servizio necessario all’avvio e alla messa a regime» dell’impianto sui mezzi Cotral. Come? Attraverso «l’estensione e l’interoperabilità di quello già adottato nel Comune di Roma» e versando i soldi ad Atac in più tranche dopo la stipula del contratto di appalto tra la stessa Atac ed Erg, poi avvenuta il 21 novembre 2006.
Ricapitolando: la Regione avrebbe pagato a peso d’oro all’azienda di trasporti capitolina un sistema di bigliettazione (già di per sé discusso) e che come se non bastasse non è ancora stato installato sulle vetture. Critico sulla vicenda il consigliere regionale dell’Udc, Fabio Desideri: «Si tratta di un sistema che fra hardware, software e manutenzione finora è costato all’Atac milioni di euro e fa sorgere più di un dubbio. A nostro parere - spiega Desideri - c’è materiale per la Corte dei Conti, visti i risultati negativi che non hanno precedenti in Europa: come è stato dimostrato anche da inchieste giornalistiche, si può entrare nelle metropolitane e nelle ferrovie superando il controllo dei nuovi varchi automatici anche con tessere non valide».
L’esponente dell’Udc ha poi annunciato la presentazione di un’interrogazione urgente al governatore Piero Marrazzo, all’assessore regionale alla Mobilità, Franco Dalia, e a quello alla Tutela dei consumatori, Mario Michelangeli, affinché chiariscano in consiglio regionale le motivazioni di un simile investimento. «In altri Paesi - conclude Desideri - una débacle del genere avrebbe decretato le dimissioni irrevocabili degli autori. Possibile che costi così tanto esportare l’apparato elettronico sui mezzi Cotral? E cosa si sta facendo per scongiurare i “bachi” attuali e futuri “figli” della “tecnologia” di casa Atac?». Domande che attendono una risposta a breve.