«Cotral, deficit raddoppiato con la sinistra»

Giacomo Legame

Mentre in Aula Giulio Cesare si discute di poteri speciali, e dagli scranni dell’opposizione il vicepresidente del consiglio comunale Vincenzo Piso fa le pulci alla mobilità capitolina dopo tre lustri di amministrazione di sinistra, un nuovo campanello d’allarme arriva dalla Pisana. «Sotto osservazione» è il sistema del trasporto pubblico nel territorio provinciale e regionale, ovvero la rete che assorbe e intercetta gran parte del pendolarismo da e verso la capitale, e in particolare la gestione della società Cotral, sulla quale ad accendere i riflettori è il consigliere regionale di Alleanza nazionale Pietro Di Paolo.
Il primo raffronto è economico, e prende come termine di paragone gli anni in cui a governare la Regione Lazio era il centrodestra: «Da quando le redini dell’amministrazione regionale sono passate nelle mani della sinistra – afferma Di Paolo – il saldo negativo dell’azienda è praticamente raddoppiato. Prima si viaggiava fra i 20 e i 25 milioni di euro l’anno di deficit di bilancio, ora ci troviamo stabilmente attorno ai 45 milioni di euro: davvero troppo».
La situazione non sembra essere migliorata neppure dopo «l’immissione di 500 nuove vetture nel parco aziendale», anche perché – spiega ancora l’esponente di An – «nonostante questo, si registra ad oggi una carenza di almeno cento vetture al giorno», con le ripercussioni negative che è facile immaginare «sul servizio quotidiano offerto ai cittadini e anche sul rispetto del contratto di servizio stipulato con l’ente concedente».
Una «carenza» che l’impietosa analisi di Di Paolo individua anche sul fronte della manutenzione e in particolare del personale adibito ad occuparsene. «Da circa vent’anni non viene assunto nessuno nel settore – spiega il consigliere - e su un totale di 327 unità lavorative attualmente impegnate nella manutenzione, un centinaio hanno un’età compresa tra i 56 e i 60 anni, e quindici addirittura hanno superato tale soglia».
Non va meglio sul fronte interno di Cotral, dove si starebbe registrando un crescente malcontento fra il personale. Sembrerebbe infatti che «a fronte di una lunga serie di criticità evidenziate nei numerosi documenti sottoscritti con le organizzazioni sindacali, fra cui la microstruttura, i quadri, la nuova rete, le manutenzioni e via dicendo – spiega ancora Pietro Di Paolo - una delle decisioni assunte, che evidentemente è stata giudicata prioritaria, sarebbe stata la promozione di una ventina di persone».
Non solo. Il consigliere regionale focalizza l’attenzione anche su «una delibera del consiglio di amministrazione», con la quale sarebbe stato deciso «un aumento salariale per parecchi dirigenti, che a seconda delle posizioni può essere quantificato tra i mille e i 30mila euro l’anno».
A fronte di tutto ciò – incalza Di Paolo – «si continuano a pagare oltre dieci milioni di euro di straordinari, per far fronte alla carenza di 450 autisti. Inutile dire – conclude l’esponente di Alleanza nazionale – che se altrettanti apprendisti fossero assunti, il costo per l’azienda ne risulterebbe dimezzato, il regolare servizio potrebbe essere garantito, e il personale attualmente impiegato potrebbe vedere sgravato il proprio carico di lavoro».