Cotral, i conti in rosso non contano: elargiti oltre tre milioni ai dirigenti

Sui vetri a specchio della sede di Cotral Spa, l’ultima volta Babbo Natale ha bussato con tre settimane d’anticipo. Era il 4 dicembre dello scorso anno quando, dalla scrivania dell’amministratore delegato Antonio Ricevuto, sono partite decine di lettere ufficiali, con corredo di timbro, firma e identico oggetto: «attribuzione una tantum individuale 2008». Accrediti variabili tra i 4mila e i 18mila euro destinati ai funzionari più alti in grado, medaglie pecuniarie al merito legate «al proficuo impegno e alle ricadute positive riscontrate nei processi aziendali direttamente e personalmente presidiati».
Non finisce qui, il catalogo della benevolenza si amplia ancora: a quelle somme, mettendo in conto anche il 2007, bisogna infatti aggiungere premi di risultato superiori a 3 milioni di euro, riconoscimenti in gran parte distribuiti tra una ventina di dirigenti e una sessantina di funzionari.
Si tratta, nel complesso, di cifre che vanno a incidere in maniera significativa sui conti di un ente già perennemente in rosso: a giugno sapremo come si è chiuso l’ultimo esercizio, ma di certo le premesse non sono confortanti. Perché al 31 dicembre del 2007 la perdita in bilancio era stata pari a 16 milioni di euro. E a ripianarla, come al solito, avevano provveduto i maggiori azionisti della Compagnia trasporti laziali: la Regione e le Province di Roma, di Rieti e di Viterbo. O, detto in altri termini, le tasche dei cittadini.
L’azienda, in più, ha una forte carenza di liquidità nelle sue casse, dalla quale derivano debiti per mancati versamenti Inps per oltre 30 milioni di euro. Senza contare altri 3 milioni di interessi che dovranno essere corrisposti all’istituto di previdenza. Come giustificare, dunque, tanta liberalità verso le figure più alte in grado? Perché non mettere in atto delle caute, e sensate, politiche di risparmio a 360 gradi? È quanto si è chiesto Erder Mazzocchi, che ha presentato a Marrazzo e all’assessore alla Mobilità un’interrogazione sull’argomento: il consigliere del Pdl vorrebbe conoscere, in sintesi, «quali sono stati i criteri e i metodi di valutazione che hanno portato all’assegnazione degli incentivi in assenza di obiettivi e valutazioni oggettive». Di più. Mazzocchi vorrebbe sapere per quale motivo, trattandosi di somme tanto rilevanti, non si sia pensato di distribuirle tra tutti i dipendenti. Fino a immaginare «i presupposti per un’eventuale denuncia di sperpero di denaro pubblico».
Punti di domanda che hanno un interlocutore unico, il consiglio d’amministrazione di Cotral, attualmente composto da un presidente, un vicepresidente, un amministratore delegato e cinque consiglieri, che in tutto costano altri 310mila euro. Briciole in verità, almeno se paragonate alla vera emorragia nei conti dell’azienda, una voce che è una triste consuetudine nel Lazio quando si vanno a sbirciare le uscite degli enti a capitale pubblico: le consulenze esterne. Quelle di Cotral, per essere precisi, hanno toccato quota 4 milioni e 340mila euro più qualche spicciolo. Di cui oltre 1 milione speso per quelle definite «strategiche». Un dato che si commenta da solo, considerato che è pari al 25 per cento delle perdite iscritte nel bilancio del 2007.
Sono le cifre a dare le dimensioni del fenomeno. E sono sempre le cifre a sollevare un ennesimo dubbio: l’ultima Finanziaria regionale ha previsto per Cotral un aumento del contratto di servizio da 190 milioni a 235 milioni di euro, di cui 4 destinati a incrementare il trasporto pubblico locale nei comuni del Lazio. Non è che a Babbo Natale, con questo nuovo corso, verrà in mente di diventare un habitué dalle parti dei vetri a specchio dell’azienda?
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