Cotral, scissione indigesta per i dipendenti

Una scissione assolutamente indigesta. Soprattutto per i lavoratori. Lo spacchettamento della Cotral, la compagnia di trasporto pubblico laziale, avviato da tempo dalla Regione Lazio, non sta ottenendo gli effetti sperati. Almeno la situazione occupazionale e le mansioni con cui le varie unità lavorative vengono inquadrate nell’azienda. Dopo la scissione del 19 febbraio 2008, la Regione ha istituito una nuova società, la Cotral Patrimonio spa, proprietaria degli immobili di via Mirri e via dei Radiotelegrafisti e del parco autobus. Alla neonata realtà è stato assegnato il personale, corrispondente a 183 unità, nonché la manutenzione degli impianti. In capo alla vecchia società Cotral spa sono rimaste: la titolarità del contratto di servizio, che ammonta a 190 milioni di euro; la manutenzione ordinaria degli autobus; la gestione degli introiti tariffari e la titolarità del servizio di trasporto. Dov’è il problema? L’Inps non ha ritenuto nella nuova società (la Cotral Patrimonio), la sussistenza dei requisiti che danno il diritto all’inquadramento nella categoria degli autoferrotranvieri. A renderlo noto è il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Pietro Di Paolantonio, che ha presentato un’interrogazione al presidente Marrazzo e all’assessore alla Mobilità. «La decisione dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale nasce dal fatto che l’attività preminente della neonata società non è riconducibile a una attività di Tpl (Trasporto pubblico locale) in quanto siamo in presenza di una attività di gestione patrimoniale. La decisione dell’Inps era prevedibile - precisa Di Paolantonio che alla Pisana è vice-presidente della Commissione Bilancio -. Tanto più che Cotral ha condotto il processo di scissione con la consulenza della Eurogroup Consulting Alliance, dietro compenso di centinaia di migliaia di euro, che avrebbe dovuto indirizzare la società verso tutti gli adempimenti previsti per legge». La Cotral Patrimonio, che nel frattempo ha aperto le posizioni assicurative per i propri dipendenti e richiesto l’inquadramento contrattuale degli autoferrotranvieri, dovrà tenere conto della pronuncia dell’Inps.