Da Courbet a Matisse Il Mediterraneo raccontato dai colori

È il 1882 quando Renoir lascia la Sicilia alla volta della Francia. La sua meta è l'Estaque, dove ad attenderlo c'è Cézanne. Un giorno, cavalletti in spalla, eccoli insieme: Renoir si ferma per primo e si concentra sulla valle, le rocce e il cielo mentre l'amico prosegue più in alto, per toccare il mare con lo sguardo. I due dipinti si sono dati "appuntamento" a Genova su invito di Marco Goldin, curatore della mostra «Mediterraneo. Da Courbet a Monet a Matisse», che attende il suo pubblico il 27 novembre a Palazzo Ducale, aperto per l'occasione fino all'una di notte. Le danze si aprono la mattina e dopo le 17 l'ingresso è ridotto per tutti i visitatori: un'ora più tardi inizia la serata-evento. Goldin duetta con Gianni Mura, mitico giornalista sportivo, su «I paesaggi mediterranei di Van Gogh, Monet e Cézanne al tempo del Tour de France» attraversando campi di lavanda e salite passate alla storia, come quella del Mont Ventoux, tra opere d'arte e corse memorabili. Alle 19 il Quartetto Desueto narra di «Mari lontani» tra chitarre, fiati e sax mentre alle 20 Goldin racconta la mostra tra musica e letture di Gilberto Colla di lettere di Van Gogh, Monet e Cézanne.
Alle 21.30 inizia il grande concerto «Omaggio a De André» che vede per la prima volta Antonella Ruggiero insieme alla PFM. La mostra inaugura quindi in pieno «stile» Goldin - che per la Ruggiero ha scritto anche testi e con lei fatto una tournée in occasione della mostra su Turner e gli Impressionisti nel 2006 - offrendo al pubblico esperienze, contaminazioni, punti di vista.
Se da settembre a oggi gli eventi dedicati al Mediterraneo hanno contato 30mila presenze, sono già 35mila le prenotazioni per visitare la mostra al Ducale, che è costata tre milioni di euro. Aperta fino al primo maggio 2011 si stima possa approdare ai 150mila visitatori, nonostante il trend nazionale del calo delle scolaresche. Ma i numeri non stupiscono considerando il valore delle opere in mostra, che è davvero un viaggio straordinario. Dalla metà del Settecento abbraccia per quasi due secoli Antibes, Nizza, Palavas e tanti altri luoghi, compresa la nostra Bordighera. Quel Mediterraneo con appendici nelle generose terre provenzali del Midi che accoglie ben più di una generazione di artisti. Un'ottantina di opere danno vita al percorso, che «testimonia la costruzione della rappresentazione del Mediterraneo» come suggerisce Luca Borzani, Presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. Così è: dalle opere di Vernet a Courbet, passando attraverso la scuola di Marsiglia, il paesaggio diventa oggetto di sguardo privilegiato, territorio di sperimentazione espressiva e linguistica, dove non mancano i grandi impressionisti. Spiccano le sale di Monet, che soggiorna a Bordighera nel 1884: in un'opera ecco un ulivo, ancora oggi ben saldo nella terra di quello che un tempo era l'immenso Giardino Moreno. E ancora Signac affascinato da Saint-Tropez, Van Gogh, i Fauves Matisse, Derain, Braque, Dufy e poi Soutine e Bonnard fino all'ultima sala, quella del congedo, dove si riuniscono il mare di Antibes con Monet, l'amato monte Sainte-Victoire di Cézanne e la terra di un campo di grano di Van Gogh.