Covo di bestie e sbandati nel viale delle Palme

Il covo, se così si può chiamare, rimane in Viale delle Palme al civico 11, proprio di fronte alla stazione di Nervi. Un covo realizzato a fine ottocento in stile inglese con parco circostante pieno di pini marittimi e palme secolari. Una villa mozzafiato sul mare divenuta per l'appunto covo di «insetti e animali nocivi, in particolare rettili e topi», ha scritto alcuni giorni fa il presidente del Municipio IX Levante, Francesco Carleo, al Comune di Genova nel denunciare la situazione di degrado di Villa Oliva al centro oramai da alcuni anni di una battaglia. Una battaglia legale e di principio, sembra. Da un lato i proprietari, immobiliaristi genovesi, rivendicano il diritto di lasciare la loro villa in totale stato di abbandono noncuranti della situazione di pericolo derivante dall'incuria; dall'altro l'ente pubblico che cerca di tutelare la sicurezza e l'igiene delle strade e delle persone. Senza contare l'immagine di una delle mete turistiche principali della superba.
Vetri rotti, persiane che sembrano cadere da un momento all'altro o completamente distrutte, rifiuti abbandonati e un olezzo insopportabile è quanto colpisce il turista, appena esce dalla stazione ferroviaria, sotto a quel groviglio di rami e piante infestanti che sembrano fagocitare giorno dopo giorno la villa e il suo patrimonio arboreo. Mentre le recinzioni tagliate testimoniano di frequentazioni ben poco raccomandabili all'interno dell'edificio. «C'è stato un periodo in cui la villa era famosa grazie a un ceceno che era entrato all'interno e affittava materassi e da dormire a tutti i senzatetto della zona», racconta il gestore di un bar. Poi c'è stata l'era di un barbone, «uno che aveva un grosso cappello e un sacco di medaglie sulla giacca», ricorda una signora che da 30 anni abita proprio dietro alla villa, in via Val Cismon: «Guardi, - ci dice - per anni questa situazione è stata un incubo per noi. Quando le mie figlie erano piccole o adolescenti avevamo paura quando passavano accanto al muro della villa per lo sporco, gli animali e gli sbandati che trovavano rifugio lì dentro».
Una situazione che ha provocato più volte l'intervento delle forze dell'ordine (nei locali è stata trovata anche della refurtiva) tra i quali anche quello dell'attuale presidente del Municipio, Francesco Carleo che per oltre 20 anni, dal 1982, ha comandato la stazione dei carabinieri di Nervi. Una situazione che non ha sollecitato alcun intervento da parte dei proprietari, tanto che negli anni ben due incendi si sono scatenati tra gli sterpi del parco. Nel 1996 l'allora ufficio Giardini e Foreste del Comune interviene per eliminare le piante infestanti che invadono il marciapiede e le panchine. Un intervento realizzato dopo una serie di ingiunzioni. I proprietari della villa però fanno causa al Comune che rivendica il risarcimento dei costi di pulizia. Una causa che si è protratta anni e si è conclusa con la vittoria dell'ente pubblico. Un risultato però è stato raggiunto dalla società immobiliare: «Dopo la schiera di avvocati che sono scesi in campo, nessuno più si azzarda a entrare nel parco per fare un po' di pulizia e tagliare le piante infestanti che invadono la strada», spiegano alcuni nerviesi. «Nessuno - aggiungono - tranne topi, vipere e qualche elemento poco raccomandabile, a quello che sembra».
Alla fine i proprietari di villa Oliva sembra che abbiano vinto. Se non fosse per Carleo che, come amministratore pubblico, è ben intenzionato a porre fine a tale situazione e a continuare a difendere la sicurezza e la salute dei cittadini. Come a dire che la partita non è ancora chiusa.