Il covo dei drogati è davanti alla Provincia

Roberta Bottino

All'ombra della Provincia si nasconde salita Dinegro, palcoscenico del degrado. Un tappeto di siringhe fa da macabro sfondo alla stradina, che con i suoi scalini e il suo grazioso voltino doveva essere un fiore all'occhiello del centro di Genova. Invece proprio quella scalinata è diventata la dimora di tossicodipendenti, il loro spazio ludico per bucarsi. Da molti anni chi decide di avventurarsi su per quella stradina s'imbatte in lacci emostatici riposti in un «naturale» armadio scavato nella roccia, in siringhe e cartine gettate a terra e in macchie di sangue sui muri. Salita Dinegro pur essendo nel pieno centro cittadino, a pochi metri dalla Prefettura, si è trasformata nella salita più deserta della Superba. I tossicodipendenti prima di recarsi a «giocare» con i loro strumenti di morte, comprano tutto l'occorrente nella farmacia più vicina. «Generalmente tendiamo il più possibile a razionare le cose - dice la titolare della farmacia -, in quanto è un via vai continuo. Quando arriva lo spacciatore iniziano ad andare avanti e indietro, e questo sovente nel pomeriggio e il sabato anche la mattina, mentre la domenica tutto il giorno». Una realtà che fa rabbrividire, e se non fosse per Amiu, che quotidianamente pulisce la salita dai «ricordi» lasciati dai tossicodipendenti, la situazione avrebbe risvolti ancor più gravi e preoccupanti.
«Controlli se ne vedono pochissimi - continua la farmacista -, e anche se li prendono non gli fanno niente. Se si sentono male chiamano il 118 e dopo tre secondi vanno via. È una vita impossibile. Dalla Prefettura ci hanno detto che è una via tranquillissima». Tranquilla sì, se nessuno osa disturbare i «festini» degli abituali frequentatori di salita Dinegro. Molti passanti si limitano a leggere la targa della salita, ma non sanno neppure dove conduca quella lunga scalinata. Altri invece la conoscono bene. «Qualche anno fa passavo spesso di qui perché avevo la ditta - dice un signore -. È una situazione scandalosa, soprattutto se si pensa che siamo nel centro di Genova e più su c'è la Provincia». Invece c'è anche chi in salita Dinegro lavora ed è costretto a vedere giorno dopo giorno quel degrado. Proprio come subito accanto al Comune il Giornale aveva dimostrato essersi ricreato l’habitat ideale per i tossicodipendenti. «È una cosa allucinante e disastrosa, tra l'altro è una bella salita, peccato che però sia sempre piena di drogati e di siringhe. Sono anni che ripetiamo a chi di dovere questa cosa, ma nessuno ha mai fatto niente». Il Comune di Genova conoscendo la gravità della situazione ha fatto posizionare sotto il voltino un raccoglitore di siringhe. «È assolutamente ridicolo quel bidone - continua l'uomo -, perché i tossicodipendenti non lo utilizzano».
I problemi che gravitano attorno alla Salita della vergogna il consigliere comunale di Liguria Nuova Remo Benzi già nel marzo del 2003 li aveva fatti presenti al sindaco e alla giunta tramite un’interpellanza. «Volevo e voglio ancora oggi sapere - tuona Benzi - quali provvedimenti s’intendano adottare affinchè la zona in questione venga bonificata e non venga adibita a meta per le persone che intendono drogarsi, a tutela degli abitanti e di coloro che per quella salita devono passare. Il provvedimento del raccoglitore delle siringhe è stato inutile e deleterio, anche perché i tossicodipendenti spesso lo aprono per utilizzare delle siringhe già usate». Se non si prenderanno provvedimenti, salita Dinegro resterà ancora per chissà quanto tempo il luogo preferito per i tossicodipendenti, che ancora dopo anni continuano a vivere serenamente all'ombra della Provincia.