COWPARADE La colorata invasione delle mucche

Ad aprile per due mesi un centinaio di «bovini d’artista» popoleranno le vie della città

Francesca Amé

Sarebbe troppo facile fare dell'ironia su uno scultore svizzero che si dedica alle mucche. Invece la faccenda è seria: trattasi dello scultore contemporaneo Pascal Knapp e la sua idea, nota come «Cowparade», è una rassegna che ha coinvolto centinaia di artisti, attirato milioni di visitatori e creato un business che da otto anni gira tutto il mondo. Il prossimo anno, poco prima del Salone del Mobile, «Cowparade» approderà per la prima volta a Milano: per due mesi un centinaio di «mucche d'artista» in vetroresina, a grandezza naturale, scorazzeranno per le vie del centro e nelle nuove periferie d'arte come la Bovisa e Zona Tortona.
Nata a Zurigo nel 1998 per animare il centro della città elvetica, questa mostra d'arte contemporanea è riuscita negli anni a fare molto di più: sono quaranta le metropoli che hanno già ospitato la parata di mucche (come New York, Londra, Parigi, Tokyo) con lo scopo di promuovere la creatività degli artisti locali, chiamati a confrontarsi con una scultura dal tema così insolito. Ne è entusiasta Maurizio Cadeo, assessore all'Arredo del comune di Milano: «Sarà una mandria itinerante in città che stimolerà la fantasia - spiega -. So che Vittorio Sgarbi (assessore alla Cultura, ndr) non apprezza particolarmente questa mostra, ma spero che si ricrederà». Chi invece l'ha amata da subito è Gisella Borioli, amministratore delegato di Superstudio Più e direttore artistico della mostra, che dopo aver visto «Cowparade» tra i boulevard parigini ha sperato di portare a Milano quel fermento creativo e quella partecipazione popolare che la manifestazione ha stimolato all'estero. I presupposti ci sono: operatori del mondo dell'arte, della moda e della fotografia sono invitati a progettare su un bozzetto la loro idea di «mucca d'artista». Una giuria selezionerà i lavori e li proporrà a mecenati (aziende e sponsor privati) che potranno adottare le sculture nel periodo in cui saranno in mostra negli spazi pubblici della città, dal prossimo 14 aprile al 17 giugno. Per l'occasione gli organizzatori stanno mettendo a punto una «stalla» molto speciale: sarà il laboratorio d'arte dove i bozzetti selezionati saranno realizzati dagli artisti con l'assistenza di alcuni studenti dell'Accademia di Brera. Il luogo è ancora da definire, ma ospiterà nei mesi a venire performance ed eventi speciali. Gran finale poi targato Sotheby's: la casa d'aste organizzerà una vendita benefica delle sculture il cui ricavato sarà devoluto alla Fondazione Champions for children, fondata dal calciatore Clarence Seedorf. Se poi qualcuno manifesta qualche dubbio sul valore artistico dell'iniziativa rifletta su questi dati: ogni mostra ha registrato un flusso di oltre un milione di turisti in città, con un impatto benefico sull'economia locale e un ricavato devoluto in beneficenza di circa 20 milioni di euro. Sono possessori di mucche d'artista Elton John, i Rolling Stones, Rania di Giordania, Nelson Mandela e molti altri ancora si sono lasciati conquistare da queste sculture colorate e originali. Milano come risponderà? «Queste mucche sono vere e proprie opere di arredo urbano: i giovani designer milanesi sapranno trovare ottime soluzioni», commenta Gisella Borioli. A tutti noi il compito di ammirare la parata e di preservarla. Mucche sì, ma d'artista: i writers sono avvisati.