CR Roma, solidarietà e sussidiarietà

Solidarietà e sussidiarietà: è il mandato della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, nella continuità di un welfare state già in nuce nel Monte di Pietà capitolino, istituito nel 1539 per sconfiggere l’usura, e da essa incorporato nel 1937. «L’identità di oggi - dice il presidente Emmanuele Francesco Maria Emanuele - è quella di una moderna operating foundation, che applica un modello aperto, in grado di sfruttare le sinergie con altri attori sul territorio, e lo persegue con grande passione e dinamismo».
Professore, qual è il bilancio della Fondazione?
«Il 2006 si è chiuso con un risultato positivo per 171,3 milioni, la gestione degli investimenti mobiliari ha fornito proventi per 145 milioni al netto delle imposte e la partecipazione in Capitalia ha generato un dividendo di 26,1 milioni. È una posizione di assoluta eccellenza per i rendimenti conseguiti nel rispetto di una sana e prudente gestione. Nell’anno sono state deliberate 68 erogazioni, il triplo del 2005».
Dove vengono impiegate queste risorse?
«In pratica, concentriamo la nostra presenza nei settori della salute pubblica e medicina, arte e beni culturali, educazione e istruzione, ricerca, filantropia e beneficenza, che appaiono di rilevanza strategica e corrispondono ai principali indicatori attraverso cui si misura il grado di progresso civile e sociale di un Paese».
In cosa si esplica il modello di Fondazione aperta?
«In una serie di interventi di grande impatto e stabilità sul territorio, capaci di un alto grado di valorizzazione del capitale sociale. Nella sanità, sin dal 1999 la Fondazione assiste i malati terminali e gli anziani fragili tramite l’Hospice Sacro Cuore di Roma. Sul fronte della ricerca scientifica, è stata creata una banca di cellule staminali da cordone ombelicale presso il Policlinico Gemelli e sono stati avviati progetti di ricerca con la Fondazione Bietti per l’Oftalmologia. Nel settore dell’arte e della cultura, il Museo del Corso è una realtà che ha assicurato grande visibilità alla Fondazione, consentendole di accreditarsi nel vasto e qualificato circuito museale. E sempre nel campo della cultura, grazie alla Fondazione si è costituita a fine 2002 l’Orchestra Sinfonica di Roma».
Quali attività in campo sociale?
«Oltre alle iniziative nell’assistenza alle categorie deboli proprie della Fondazione italiana per il volontariato (Fivol), ecco il supporto alla Fondazione Europa Occupazione, che opera per diffondere l’idea di impresa sociale e l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro per le fasce di soggetti più svantaggiate, e al Cosis (Compagnia sviluppo imprese sociali), ovvero la prima merchant bank etica italiana».
Oggi il ruolo delle Fondazioni viene messo in discussione...
«Le Fondazioni ex-bancarie possono costituire un’importante fonte di sostegno, non solo in termini finanziari, ma anche progettuali e a titolo di apporto di competenze ed esperienze per affiancare la società civile, il mondo del non profit più qualificato e la Pubblica amministrazione nel costruire una società più equilibrata, rispettosa delle necessità di tutti, soprattutto dei meno fortunati. E possono anche rappresentare, come accade nei Paesi anglosassoni, un importante polo di riferimento per idee e interventi di alta qualità sociale che non trovano accoglienza negli spazi economici tradizionali».