Crac del Carlo Felice: i dipendenti inscenano una marcia «funebre»

Quattro ghigliottinati e due boia in prima fila con cartelli di protesta. Va in scena a Genova la «morte del Carlo Felice». Dietro, una fila di percussioni e ottoni a scandire una marcia funebre. Così hanno manifestato ieri i dipendenti del teatro, sull’orlo del fallimento, assieme ad altri melomani solidali. Il corteo si è mosso alle 10 dal colonnato del Carlo Felice e si è diretto in Regione dov’è riunito il consiglio regionale e poi in Comune. Dalle istituzioni i dipendenti si aspettano una soluzione alla crisi determinata dal fallimento del Fondo Pensioni. Il commissario Ferrazza deve stilare il bilancio consuntivo del 2008 entro il 30 aprile; può prorogare solo in presenza di prospettive certe di risanamento. Altrimenti, di fronte a un buco di circa 10 milioni, dovrà portare i libri in Tribunale. In serata arriva la notizia: 6 milioni stanziati per metà dal Comune e per metà dalla Regione Liguria, nella speranza di ricucire con i 300 lavoratori in stato d’agitazione.