Dal crac Cirio ai debiti della Lazio: parabola di una famiglia in crisi

Dalle acrobazie finanziarie in alcune delle società italiane più note, alle accuse di bancarotta fraudolenta nell’ambito del crac della Cirio che ha spazzato via i risparmi di molti investitori, alla crisi finanziaria della Lazio. La famiglia Cragnotti è stata protagonista di diverse pagine economico-giudiziarie degli ultimi anni. Una famiglia unita, tenuta insieme non solo dal collante degli affari ma anche da un legame che dal tifo calcistico arrivava fino alle vacanze insieme in barca a vela, attraccata ogni agosto nelle acque della Sardegna. Una dinastia passata dal successo alle difficoltà: papà Sergio e i tre figli, Elisabetta, Andrea e Massimo, sempre presenti nelle aziende di famiglia e nell’avventura sportiva alla Lazio. Proprio il calcio è stato lo strumento con cui la famiglia Cragnotti si è fatta conoscere al grande pubblico. Andrea, secondogenito, era socio della Gea, dalla quale era poi uscito. Massimo, invece, era direttore generale della Lazio. Nel club lavorava fianco a fianco del padre, ed è stato protagonista di alcune delle trattative di mercato più importanti della società: gli acquisti di Crespo e Mendieta, la cessione di Nesta e Veron. Tifosissimo, era lui che gestiva i rapporti con la tifoseria negli anni dei successi, ma anche nei momenti delicati, quando gli ultras erano in agitazione. Massimo è stato l’ultimo a essere indagato con il padre nel crac della Cirio, l’azienda più importante del gruppo guidato dalla famiglia Cragnotti. Per quel caso, sei mesi fa, a giugno scorso, è cominciato il processo davanti al giudice per le udienze preliminari di Roma.