Crac Cirio, via al processo Il tribunale si mobilita

da Milano

Un centinaio tra carabinieri, poliziotti e guardie carcerarie, diverse ambulanze dislocate all’interno o intorno al palazzo di giustizia, il probabile intervento della Protezione civile per fornire assistenza in caso di necessità: il Tribunale di Roma si è mobilitato per l’udienza preliminare sul fallimento della Cirio in calendario questa mattina. Gli imputati sono 46 con accuse che vanno dalla bancarotta fraudolenta alle false comunicazioni sociali, alla truffa. Per l’occasione il presidente dei gip Carlo Figliolia ha anche ottenuto che l’apertura dei cancelli di accesso al Tribunale venga anticipata alle 7. L’obiettivo: regolamentare nella maniera più ordinata possibile l’accesso dei danneggiati (creditori e obbligazionisti sono in tutto più di 11mila) che potrebbero decidere di partecipare in massa all’udienza. Tra gli imputati che oggi potrebbero essere presenti ci sono Sergio Cragnotti e alcuni suoi familiari. Nel mirino dell’accusa ci sono anche il presidente della vecchia Banca di Roma, Cesare Geronzi (oggi Capitalia), banchieri come Gianpiero Fiorani, Rainer Masera e Luigi Maranzana, funzionari di diversi istituti di credito e altre persone alle quali si contesta di aver contribuito al dissesto della holding di Cragnotti. A decidere sulle imputazioni sarà il giudice dell’udienza preliminare Barbara Callari e a rappresentare la pubblica accusa saranno i pubblici ministeri Tiziana Cugini, Rodolfo Sabelli e Gustavo De Marinis. Al centro della vicenda giudiziaria i fatti accaduti tra il maggio del 2000 al maggio del 2002, in pratica fino all’insolvenza del gruppo. I tempi del procedimento non saranno brevi. L'udienza di oggi servirà a fare l’appello delle parti presenti nel processo, poi è previsto un rinvio della seduta al 19 e al 20 luglio. Con tutta probabilità solo in autunno si entrerà nel vivo della vicenda.