Crac Finmek, otto in manette. In carcere anche il fratello di Tronchetti Provera

Le indagini sul fallimento dell'azienda padovana dell’high-tech, ha portato all’esecuzione di 8 ordinanze di custodia cautelare

Padova - Il crac della Finmek, azienda padovana dell’high-tech, ha determinato l’apertura di un’indagine da parte della magistratura di Padova che ha portato oggi a un’operazione del Nucleo Regionale della Guardia di Finanza e l’esecuzione di 8 ordinanze di custodia cautelare. Indagando sul crack di 1 miliardo di euro della Finmek sono finiti nel mirino della Fiamme Gialle anche Carlo Fulchir, ex consigliere economico del ministro della sviluppo economico, Pier Luigi Bersani all’epoca del primo governo D’Alema nel 1998 quando Bersani era responsabile del dicastero dell’Industria e l’imprenditore Roberto Tronchetti Provera, fratello di Marco numero uno di Pirelli. La Guardia di Finanza sta proseguendo le indagini tra Padova, Venezia, Milano, Udine e Roma.

La Finmek era stata dichiarata insolvente il 12 maggio 2004 e ha potuto beneficiare del decreto del ministro Antonio Marzano. Il gruppo, presieduto all’epoca da Roberto Tronchetti Provera, avrebbe acquistato e ceduto aziende, disperdendo capitali che hanno portato la società al fallimento. Manovre societarie che, nell’ipotesi dell’accusa, avrebbero fatto diventare carta straccia i bond emessi dalla Finmek nel 2001 per un valore di quasi 150 milioni di euro. Nell’inchiesta furono indagate 14 persone, e tra queste appunto Fulchir. I finanzieri hanno potuto accertare che il Gruppo Finmek aveva nel tempo fatto una serie di acquisizioni societarie, finalizzate allo sviluppo di grossi progetti imprenditoriali, usufruendo anche di consistenti contributi pubblici, senza provvedere al ripianamento delle situazioni di crisi esistenti. Inoltre sarebbe stata creata una ragnatela di società, tra l’Italia e l’estero, con l’obiettivo di svuotare le risorse, e quindi portando di fatto all’inevitabile fallimento del gruppo. La Finmek aveva usufruito, e usufruisce tuttora, dei benefici finalizzati al salvataggio delle grandi aziende in crisi, già applicati alla Parmalat.