Crac Islanda, ecco quello che rischiano gli italiani

Ma che fine hanno fatto le tante polizze index linked collegate agli emittenti bancari islandesi? Dopo le mille attenzioni riservate ai sottoscrittori dei titoli Lehman Brothers (sia sul versante dei prodotti obbligazionari che su quello delle index linked) le luci si sono spente sui contratti assicurativi collegati ai bond islandesi al punto che chi volesse richiederne il riscatto anticipato sarebbe nella condizione di non poterlo fare: da metà ottobre dello scorso anno non è infatti più possibile ricavare le quotazioni delle polizze le cui prestazioni sono garantite dagli istituti dell’Islanda.
Cerchiamo di ricostruire i fatti. Quanto a Glitnir Banki hf (ex Islandsbanki), il 15 ottobre 2008 l’Autorità di Vigilanza Islandese (Fme) ha disposto il trasferimento immediato di talune posizioni attive e passive della banca a un nuovo soggetto giuridico denominato New Glitnir Bank hf. Con analogo provvedimento pochi giorni dopo (era il 22 ottobre) anche per Kaupthing Bank è stato disposto il trasferimento immediato di talune posizioni attive e passive della stessa alla New Kaupthing Bank hf. Il 24 novembre, su richiesta dell’Fme e allo scopo di permetterne la riorganizzazione, la Corte Distrettuale di Reykjavik ha poi assoggettato Glitnir a una procedura di moratoria, in vigore fino al 13 febbraio 2009 e che potrà essere estesa fino a un massimo di 24 mesi.
Entro il 13 febbraio si dovrebbe quindi conoscere il destino delle banche islandesi e, di conseguenza, dei loro creditori. Da quella data in poi anche le compagnie assicurative italiane (quali, per esempio, Aurora assicurazioni, Aviva vita, Bipiemme vita, Carige vita nuova, Crédit Agricole vita, Eurovita, Italiana assicurazioni, La Piemontese vita, Reale Mutua, Sasa vita e Unipol), che hanno emesso index linked con sottostante un bond garantito dalle banche dell’Islanda, dovranno scogliere le riserve per i loro clienti. E, benché le clausole contrattuali parlino chiaro a proposito di responsabilità sulla garanzia del capitale (che dal punto di vista giuridico è a carico dell’emittente del bond e non della compagnia che lo ha venduto), è molto probabile che i sottoscrittori vengano comunque tutelati dalle società assicuratrici.
Anche perché l’Isvap, l’organo di controllo delle compagnie italiane, non solo ha già disposto che i nuovi contratti index linked prevedano una garanzia del capitale da parte della compagnia nel caso di default dell’emittente bancario, ma sta facendo opera di moral suasion nei confronti degli assicuratori affinché risarciscano completamente i clienti incappati nel guaio delle banche islandesi. Come sembra intenzionata a fare, per esempio, Reale Mutua che già lo scorso novembre all’assemblea dei soci aveva confermato il proprio impegno per risolvere i problemi dei clienti che avevano sottoscritto polizze index linked con sottostante Glitnir Banki (Islanda).
Agli assicurati sarà comunicata la ristrutturazione dei contratti permettendo così, non solo la restituzione dell’intero capitale investito, ma anche, nei limiti permessi dalla volatilità dei mercati, di ottenere interessi nel periodo rimanente alla scadenza delle polizze.