Crac Madoff, ultima tegola sulle banche europee

Ribassi a catena: Bnp Paribas tra i più pesanti (-10%), Unicredit cede quasi il 5 per cento nonostante un’'esposizione limitata a 74 milioni. Male il Banco Popolare. Tra i truffati anche star di Hollywood e padroni di squadre di basket e football

La lista dei più colpiti dalla truffa miliardaria organizzata da Bernard Madoff conta alcuni dei maggiori gruppi bancari europei, dalle britannica Hscb e Royal Bank of Scotland, alle francesi Bnp Paribas e Natixis, ma anche il colosso del credito giapponese come Nomura, che ha appena rilevato Lehman Brothers. Mentre i titoli bancari subivano il contraccolpo del crac, in molti ieri hanno deciso di ammettere l'esposizione nei confronti di un buco che le autorità americane hanno definito «epico».

Ma la lista reale, a sentire gli addetti ai lavori, comprende la stragrande maggioranza delle banche. Ora i truffati stanno cercando di riparare i danni e, a quanto riferiscono gli operatori, nelle sale operative delle banche e delle società di gestione del risparmio v'è stata nelle ore passate una corsa alla vendita dei fondi e fondi di fondi hedge. Obiettivo: quello di evitare ulteriori perdite, ma anche quello di salvare l'immagine, evitando di farsi trovare invischiati nell'ennesimo dissesto finanziario. «Nel crac Madoff ci sono tutti, anche noi, erano tra gli hedge fund più diffusi del mercato», spiega da Lugano, a condizione dell'anonimato, un manager dell'Ubs, «ma oggi ho sentito da colleghi di tutto il mondo la stessa frase: gli hedge in portafoglio li ho venduti».

Secondo il banchiere, poiché questi contratti vengono liquidati con cadenza quindicinale (a metà mese e alla fine) gli effetti dell'ondata di vendita si vedranno a gennaio. Un colpo durissimo all'industria degli hedge funds, che negli ultimi 10 anni aveva prosperato, ma anche un ulteriore colpo alle performance del risparmio gestito. Le maxi truffa ha coinvolto molti grossi investitori privati, allettati dai favolosi rendimenti offerti dai fondi hedge. In America, dove Madoff operava e godeva di grande credibilità, in quanto ex direttore del mercato Nasdaq, oltre agli esponenti del settore finanziario si va dalle star di Hollywood alle fondazioni di beneficenza, dai proprietari di blasonate squadre di football e basket.

Ma quello che preoccupa di più sono le conseguenze a livello di sistema. L'esposizione propria (dei propri attivi) di molti grossi istituti si somma infatti a quella dei loro clienti che hanno sottoscritto prodotti legati ai fondi di Madoff. La società in assoluto più esposta risulta essere il Fairfield GreenwichGroup, nome di riferimento per gli investimenti dell'establishment Usa; ha circa 16 miliardi di dollari di patrimonio in gestione, di cui ben 7,5 investiti nei fondi di Madoff.

Tra le situazioni più gravi in Europa ci sono invece quelle di Hsbc, Natixis, Royal Bank of Scotland, Bnp Paribas e Bbva. In alcuni casi, come in quello clamoroso di Hsbc (un miliardo di euro) l'esposizione non è dovuta a investimenti diretti ma come dichiara la stessa banca, per «aver fornito finanziamenti a un ristretto numero di clienti istituzionali che hanno investito con Madoff»; in pratica, avendo prestato ad altre istituzioni finanziarie denaro per investire nei fondi truffaldini.

Non stupisce che ieri le Borse abbiano punito, ancora una volta, soprattutto il settore bancario. Bnp Paribas ha registrato un calo superiore al 10%, Natixis ha perso il 5,5%, Royal Bank of Scotland il 3,7%, la tedesca Commerzbank il 3,3% e Hscb l'1,2%. In rosso anche le italiane: UniCredit, nonostante abbia dichiarato un'esposizione propria massima di circa 74 milioni di euro ai fondi Madoff, ieri ha lasciato sul terreno il 4,21%. Il Banco Popolare, che risulta esposto per soli 8 milioni ha perso il 3,85%.