Crac Parmalat, S&P valutò male il rating: adesso è costretta a risarcire 784mila euro

Il Tribunale di Milano ha condannato l'agenzia di rating a restituire la parcella da 784.000 euro versata a suo tempo da Parmalat. L'agenzia aveva attribuito un rating "investment grade" dal novembre 2000 fino a poco prima del dissesto nel 2003. S&P: "E' l'azienda che ci ha fornito informazioni false"

Milano - Il Tribunale di Milano ha condannato Standard & Poor’s a restituire la parcella da 784.000 euro versata a suo tempo da Parmalat per il conferimento del rating alla società. L’agenzia aveva attribuito un rating ’investment gradè dal novembre 2000 costantemente fino a poco prima del dissesto nel 2003. La sentenza, depositata in data 1° luglio, ha condannato McGraw Hill Companies, società che controlla S&P, anche alla rifusione delle spese legali, ma ha respinto la connessa domanda di Parmalat per il risarcimento del danno; respinte anche le domande riconvenzionali formulate da McGraw Hill. Parmalat, afferma una nota, valuterà le prossime azioni quando saranno note le motivazioni della decisione.

La difesa di S&P L'agenzia di rating dichiara di star "tuttora analizzando la sentenza, ma notiamo che il Tribunale di Milano ha respinto nella sua interezza la richiesta principale di risarcimento danni promossa da Parmalat" di 4 miliardi di importo. "Prendiamo atto - commenta ancora - della decisione del Tribunale di Milano in merito alla minore richiesta di Parmalat relativa alle commissioni pagate a fronte del servizio di attribuzione del nostro rating, ma non siamo d’accordo con le sue conclusioni e ribadiamo che Parmalat ha ripetutamente fornito informazioni false e fuorvianti a Standard & Poor’s durante l’intero periodo in cui Standard & Poor’s ha emesso il suo rating secondo il contratto in essere tra le parti. Ribadiamo che Standard & Poor’s, come molti altri analisti e autorità regolamentari che si sono occupati di Parmalat, è stata vittima di una frode massiccia e sistematica fino ad oggi evidenziata da condanne penali di diversi ex-dirigenti della società. Gli autori di questo inganno e non Standard & Poor’s sono stati responsabili di eventuali perdite subite dagli investitori e Parmalat".